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The Division 2: Warlords of New York – Recensione

The Division 2: Warlords of New York – Recensione

New York è sempre New York. Non c’è la neve e quell’atmosfera che tanto ci ha fatto innamorare del primo The Division, ma la Grande Mela porta sempre con sé un fascino irresistibile. Tom Clancy’s The Division 2 è stato rinforzato ed ampliato grazie all’ultimo grosso aggiornamento: Warlords of New York. Il titolo sviluppato da Massive Entertainment e Ubisoft si rinforza e si afferma finalmente come un MMO serio, sul quale vale la pena spendere il proprio tempo.

Questo nuovo DLC, oltre a segnare l’inizio dell’Anno 2, porta con sé non solo una nuova fetta di mappa, ma anche cambiamenti consistenti alla quality of life e all’anima RPG del prodotto, che si risveglia finalmente da quel torpore che l’ha caratterizzato per tutto il primo anno di uscita.

Warlords of New York è disponibile dal 3 marzo tramite Uplay ed Epic Games Store al prezzo di 30 euro. Vediamo ora nel dettaglio quali punti di questa espansione convincono e rivoluzionano il gameplay di The Division 2. Prima vi invito a recuperare la recensione del gioco base, redatta dal sottoscritto, e la recensione dell’endgame di tutto l’Anno 1.

 

 

Rogue Agent Keener

Al di là dei parallelismi che la storia fantapolitica di The Division 2 può avere con l’attuale situazione legata al coronavirus, similitudine che mi fa ridacchiare e allo stesso tempo un po’ preoccupare, la trama di Warlords of New York si incentra sulla caccia all’agente traditore, detto Rogue, più famoso della serie: Aaron Keener. Catapultati a Lower Manhattan la situazione sembra tutt’altro che migliorata: tutto ciò che era stato costruito nel primo capitolo è collassato e hanno preso il sopravvento i gruppi criminali dei Cleaner e Riker, aiutati dalle menti e dalle risorse di svariati ex-agenti della Divisione.

Lo storytelling prosegue con ritmo incalzante e allarga le vedute sul background attorno alla serie, espandendo sulle motivazioni degli agenti traditori ed introducendo nuovi elementi che aiutano a comprendere il quadro generale delle operazioni. La struttura delle indagini risulta ben congegnata ed il level design delle missioni raggiunge un livello davvero alto nella scenografia degli ambienti e nelle meccaniche di risoluzione.

Per quanto riguarda New York, questa è riprodotta in maniera molto fedele e la sensazione di scenario post-apocalittico è ben ricreata, con una grande varietà negli ostacoli e negli ambienti, in grado di regalare scontri sempre vari, movimentati e piacevoli. Affascinante la restituzione di alcuni punti simbolo della Grande Mela, come Wall Street nel Financial District, il Municipio e il tribunale, nei quali si svolgono alcune delle missioni principali. Lower Manhattan compare ai nostri occhi sotto una nebbia di guerra, che si dipana man mano che vengono liberati gli avamposti e completate le missioni per simboleggiare la riduzione dello stato di emergenza nell’area.

La meccanica degli avamposti, introdotta nel gioco base, è stata implementata anche per questa parte di mappa, rendendo così l’area frequentabile dai giocatori anche dopo il completamento delle missioni della storia. Il DLC comprende al suo interno contenuti per almeno 15 ore di gioco, con un intrattenimento sempre crescente e senza particolari cali durante l’esperienza.

 

The Division 2 Warlords of New York

Comparazione della dimensione delle diverse mappe. Fonte: Reddit (r/thedivision)

Warlords of New York, esattamente come le espansioni di World of Warcraft o Star Wars: The Old Republic, non fornisce solo una nuova area di gioco, ma aumenta anche il level cap. Il tetto massimo è stato aumentato da 30 a 40, introducendo aggiornamenti interessanti per la struttura RPG e le cosiddette Stagioni, eventi che ogni tre settimane forniscono nuove missioni di caccia ad agenti traditori. Completare quelle missioni è utile per l’ottenimento di oggetti estetici che prima erano distribuiti dalle casse guadagnate dall’esperienza sopra il livello 30. Il Gear Score è stato anch’essa aumentato fino a quota 515, permettendo quindi ai giocatori di combattere per l’ottenimento di loot sempre più forte e competitivo, con caratteristiche e attributi peculiari potenzialmente più utili. Ed è su quest’ultimo punto che l’espansione si distingue, apportando cambiamenti radicali che hanno migliorato nettamente la quality of life di The Division 2.

 

Quality of life

Il già citato lavoro svolto dalla software house svedese in termini di qualità della vita rappresenta un punto focale delle novità di questo aggiornamento: essa è stata migliorata notevolmente, fornendo al giocatore statistiche più chiare e comprensibili. Uno dei punti critici di The Division 2, nonché del primo capitolo, era proprio la comprensione delle statistiche e caratteristiche intrinseche degli equipaggiamenti. Dal menu di gioco era infatti molto complicato e laborioso il controllo di ogni singolo oggetto, con attributi e statistiche non sempre facilmente trovabili.

Il sistema di ricalibrazione ad esso collegato era di per sé un elemento interessante del gameplay, ma poco intuitivo e macchinoso non solo per i casual gamer, ma anche per i giocatori più esperti che avevano poca possibilità di manovra durante la composizione della build. Al contrario, adesso è immediatamente comprensibile quanto valga l’item raccolto da terra, attraverso una serie di icone presenti nella UI che restituiscono al giocatore il vantaggio di un determinato oggetto piuttosto che di un altro. Il tavolo di ricalibrazione, che prima consentiva lo spostamento di un talento da un’arma ad un’altra, è stato reso più flessibile, per permettere a tutti di forgiare la propria libreria di talenti e attributi estratti dagli equipaggiamenti.

 

The Division 2 Warlords of New York

Grazie a questo aggiornamento vengono rafforzate le meccaniche RPG, finora largamente bistrattate, rendendo necessario per l’utente una scelta di carattere ruolistico durante la selezione dell’equipaggiamento e una comunicazione maggiore con la propria squadra di agenti, per essere pronti ad affrontare le missioni che si presentano durante il corso delle sessioni.

Oltre alla scelta degli oggetti tecnologici e dell’arma di specializzazione, adesso gli agenti dovranno prestare molta più attenzione agli item che prendono e dovranno scegliere come specializzarsi dopo il livello 40 attraverso un nuovo albero di abilità, ovvero quello delle abilità SHD. Questo particolare albero, sbloccabile solo dopo il completamento di Warlords of New York (e quindi esclusivo per chi lo acquista), permette al giocatore di scegliere dove specializzarsi e spendere punti su diversi rami, come l’offensiva, la difesa, ecc. Ognuno di questi rami comprende al suo interno diverse altre voci con abilità specifiche che portano lo stesso nome di attributi delle armi e del personaggio. Aumentando di livello oltre il 40 si sbloccano punti che possono essere spesi liberamente in questo albero, personalizzando quindi il proprio personaggio più approfonditamente rispetto a quanto è stato possibile fare finora.

Anche le Dark Zone disponibili nella mappa di Washington D.C. hanno subito dei cambiamenti, e ora spendere il proprio tempo in queste aree PvPvE è molto più proficuo in termini di loot. Inoltre sono state cambiate diverse meccaniche che rendono le Zone Nere, oltre che più movimentate, molto più frequentabili di quanto non lo fossero in precedenza, con modifiche che aggiustano le fasi di estrazione e le attività di Rogue e Manhunt all’interno della Dark Zone.

 

Serious talk

Nella recensione dell’endgame di gennaio avevo scritto come il trattamento che The Division 2 sta ottenendo è molto più simile a quello riservato a un MMO che ad un banale looter shooter, analisi che viene riconfermata dall’uscita di quest’ultimo DLC. Nonostante l’anima looter shooter del titolo di Ubisoft Massive, la cura che la casa produttrice sta riservando come game as a service è degna di un MMO di stampo classico.

Inizialmente The Division 2 non aveva una rotta ben precisa e guardava semplicemente al rilascio di missioni su missioni, senza badare assolutamente al loot presente in gioco, che nella maggior parte dei casi non giustificava l’investimento di tempo. La situazione da quel punto di vista sembra essere cambiata radicalmente: con Warlords of New York vengono inseriti nuovi set di oggetti, concedendo quindi al giocatore una varietà di scelta di build non indifferente, nuovi set di armi e nuove armi esotiche. Queste ultime sono accompagnate da ulteriori aggiunte per quanto riguarda le abilità tecnologiche: andando avanti con le indagini su Keener è infatti possibile sconfiggere i suoi gregari (i Warlords del titolo), ognuno equipaggiato con un abilità tecnologica peculiare e un’arma esotica unica.

 

Season 1

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, giocando su PC non ho riscontrato bug durante la mia esperienza in-game. A livello sonoro, non c’è molto da segnalare: colonna sonora e doppiaggio si attestano su buoni livelli, come già registrato per il gioco base.

Insomma, Warlords of New York rappresenta finalmente un punto di svolta che fa ben sperare sulle sorti di The Division 2 e sull’Anno 2 appena cominciato. Rilasciare questo genere di aggiornamenti, infatti, invoglia fortemente i giocatori a loggare nel gioco per completare le missioni e fruire del contenuto, fenomeno già sperimentato dal caso Warframe sviluppato da Digital Extremes, che per quanto riguarda questo genere di prodotto ha sicuramente molto da insegnare.

 

3

Considerazioni finali

Warlords of New York è un ottimo DLC, con un potenziale che è stato sfruttato al meglio. Con lo scenario post-apocalittico di New York che riempie i cuori di nostalgia, Massive elabora un buon storytelling, incorpora nuove interessanti meccaniche RPG e migliora nettamente la quality of life del titolo. La direzione presa dagli sviluppatori per l’Anno 2 si sta dimostrando molto chiara e maggiormente improntata su un’ottica di lungo periodo, con nuovi aggiornamenti ogni tre settimane, vista l’introduzione delle Stagioni e delle missioni di caccia agli agenti traditori.

Ora The Division 2 ha tutte le carte in regola per essere considerato un ottimo MMO, con una buona varietà di contenuti e delle meccaniche maggiormente valorizzate. Noi di MMO.it abbiamo da poco premiato The Division 2 con l’Oscar per il miglior MMO del 2019, speranzosi che la vita del prodotto possa continuare su questa strada.

 

La nostra scala di valutazione

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