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Nasce il sindacato degli sviluppatori di videogiochi?

Nasce il sindacato degli sviluppatori di videogiochi?

Negli ultimi anni si sono susseguite negli Stati Uniti una serie innumerevole di polemiche legate alle pessime condizioni lavorative di molti sviluppatori.

Gli orari di lavoro variabili, gli scarsi ammortizzatori sociali, il mobbing, i periodi di crunch, ed in generale la qualità lavorativa tipica di chi si occupa di tecnologia e videogiochi hanno causato lamentele da ogni parte, ed oggi, finalmente, qualcosa si sta muovendo.

Uno dei sindacati più grandi d’America, il Communications Workers of America (CWA), in unisono con alcuni dei più influenti attivisti del tema provenienti dalla California, ha comunicato le sue intenzioni di riunire i lavoratori del tech & videogame sotto la sua egida.

L’operazione è chiamata Campaign To Organize Digital Employees, o CODE. L’idea è partita nel 2018, a seguito di dialoghi tra il Communications Workers of America e l’organizzazione Game Workers Unite, che da molti anni spinge in questa direzione.

Abbiamo visto nel corso del tempo l’unione spontanea di lavoratori lungo tutta l’industria, e i lavoratori stessi ci hanno cercato mentre si stavano auto-organizzando. Si sono chiesti: possiamo fare questo in partnership con CWA?

Queste sono state le parole di Tom Smith, il principale organizzatore del CWA. A quanto pare, sono stati destinati soldi importanti per diffondere la campagna e portare i lavoratori del settore nel sindacato.

Rispetto all’Europa, in America non esistono i diritti di cui godiamo noi: le ferie sono infinitesimali, e gli ammortizzatori sociali pressoché inesistenti. L’orario lavorativo, solitamente attestato sulle 8 ore, è però spessissimo soverchiato dalle esigenze aziendali e non esistono quasi mai a livello legislativo norme alle quali i lavoratori possano appellarsi. Non è infrequente avere settimane lavorative di 100 ore, specie nei periodi più intensi.

I sindacati esistono ma sono soltanto tollerati, e pochissimi dipendenti vi aderiscono, a tutto vantaggio delle imprese e delle grandi corporazioni tipiche degli USA.

La nascita di un sotto-sindacato in seno al CWA è ormai dato praticamente per certo: quello che mancava, dice Game Workers Unite, era una struttura già presente che desse una mano alle molteplici realtà autoorganizzatesi che si sono create nel corso del tempo, ma che mancavano di fondi e di know-how. Ora questa struttura sembra essere rappresentata proprio dal Communication Workers of America. Dice sempre il Game Workers Unite:

Noi pensiamo che i lavoratori siano al loro massimo quando sono uniti in un unico sindacato, così non possono essere divisi e messi l’uno contro l’altro in base alla loro occupazione: nulla di questo è buono per i lavoratori.

È ancora presto per dire quanti lavoratori dell’industria tecnologica e dei videogiochi intenderanno entrare a far parte del sindacato. Più essi saranno, più lo stesso sindacato acquisirà forza, o, come si usa dire da noi, “rappresentatività”. A fronte di ciò potranno in futuro verificarsi dei cambiamenti nel metodo tradizionale di sviluppo dei titoli: maggiori garanzie per gli sviluppatori ed orari inferiori probabilmente aumenteranno il tempo di gestazione dei giochi, ma contestualmente a questo forse anche la qualità. In ogni caso, è un piccolo prezzo da pagare per un grande tema di giustizia sociale.

 

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