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Gli MMO che abbiamo perso nel 2019 – Speciale

Gli MMO che abbiamo perso nel 2019 – Speciale

Si rinnova l’appuntamento annuale con la cronologia degli MMO che abbiamo perso nell’anno appena passato. Un resoconto forse triste, ma necessario per analizzare l’industria videoludica e mantenere una visione storica d’insieme sul medium.

La buona notizia è che nel 2019 abbiamo visto meno perdite rispetto al 2016, 2017 e 2018, quando avevamo assistito alla morte di veri colossi del genere massivo, come EverQuest Next, PlanetSide, Asheron’s Call e Marvel Heroes. Quella cattiva è che alcuni dei titoli chiusi erano comunque abbastanza noti e importanti, come nel caso di Bless Online, Atlas Reactor, Worlds Adrift e PlanetSide Arena.

Da segnalare anche la chiusura del Foundry system usato per gli MMO di Perfect World Entertainment e Cryptic Studios: la cosiddetta Forgia era l’apprezzato sistema di editor che permetteva di creare moduli personalizzati in Neverwinter e Star Trek Online. Si tratta di una perdita particolarmente dolorosa perché rappresentava uno degli ultimi esempi di contenuto generato dagli utenti, all’interno di un’industria che si muove sempre di più verso meccaniche e formule ludiche guidate da sviluppatori e publisher.

Ecco dunque nel dettaglio i principali MMO che sono stati cancellati o interrotti nel corso del 2019 in rigoroso ordine cronologico, con riferimento alla notizia nostra (se ne abbiamo trattato) o dei nostri colleghi oltreoceano di Massively Overpowered:

  • Blacklight Retribution: Hardsuit Labs ha spento i server di questo sparatutto multiplayer free-to-play l’11 marzo 2019.
  • RIFT Prime: l’MMORPG fantasy uscito nel 2011 è ancora vivo e vegeto, ma lo stesso non si può dire per il suo progression server, chiamato Prime. Aperto a inizio 2018, il server è stato chiuso il 31 marzo 2019.
  • Orcs Must Die! Unchained: Robot Entertainment ha spento i server di Hero Academy, Hero Academy 2 e appunto Orcs Must Die! Unchained l’8 aprile 2019. Avevamo recensito questo divertente gioco action tower defense su MMO.it nel giugno 2017.
  • Foundry system: come scritto sopra, la Forgia era il sistema di editor che da diversi anni consentiva la creazione di player-generated content in Star Trek Online e Neverwinter. Perfect World l’ha chiusa lo scorso 11 aprile a causa di presunti problemi nel supporto di questa tecnologia. Un vero peccato.
  • Survived By: Human Head Studios ha dismesso il suo MMO free-to-play indie il 19 aprile 2019.
  • Kritika Online: En Masse Entertainment ha chiuso questo action MMO in stile anime lo scorso 30 aprile. A sorpresa il titolo è stato però rilanciato da ALLM, gli sviluppatori originali, i quali a novembre hanno pubblicato Kritika:REBOOT, free-to-play che può essere scaricato gratuitamente da Steam.
  • The Culling: dopo il lancio senza successo di The Culling 2, Xaviant Games ha spento i server del suo battle royale survival sandbox il 15 maggio.
  • Atlas Reactor: sviluppato da Trion Worlds, questo era un particolare MOBA strategico a turni uscito a fine 2016 e poi diventato free-to-play nel 2017. Tuttavia nell’ottobre 2018 Trion Worlds è stata acquisita da Gamigo, publisher tedesco che ha effettuato un riassetto societario che ha portato alla chiusura dei server di Atlas Reactor il 28 giugno 2019.
  • Warlords Awakening: anche noto come ELOA (Elite Lord of Alliance), l’MMORPG Warlords Awakening è stato chiuso per ben tre volte. L’ultima è stata il 28 giugno 2019, e speriamo rimanga tale.
  • Mavericks Proving Grounds: lo scorso luglio la compagnia britannica Automaton Games è andata in bancarotta, portandosi con sè nella tomba questo MMO battle royale mentre era ancora in alpha.
  • Worlds Adrift: forse il singolo titolo con più potenziale tra tutti quelli nominati in questo articolo. L’ambizioso MMO sandbox open world ambientato nei cieli era approdato in Early Access su Steam nel maggio 2018 e si era guadagnato un seguito di fedeli appassionati, tuttavia i numeri si sono rivelati troppo piccoli per continuare a supportare il progetto. La sua complessità tecnica ha causato non pochi grattacapi a Bossa Studios, che ha dichiarato di aver dovuto spendere troppo tempo e risorse “per far funzionare il gioco, invece che per renderlo l’esperienza che avremmo voluto”. Di conseguenza il piccolo team britannico ha chiuso i server di Worlds Adrift a fine luglio dopo l’evento “End of the World Party”, per dare l’ultimo saluto al gioco e alla community.
  • Peria Chronicles: si tratta di un ambizioso MMORPG sandbox in stile anime in sviluppo dal 2012. Purtroppo ad agosto Nexon ha cancellato il titolo, affermando che i beta test che si sono svolti in Corea “non hanno soddisfatto l’utenza”.
  • Bless Online: questo è sicuramente l’elefante nella stanza, per quanto ha fatto discutere e parlare di sè nell’anno passato. Dopo aver fallito sia in Oriente che in Russia, questo classico MMORPG theme park è approdato in Early Access su Steam nell’ottobre 2018, ma ha subito incontrato grandi difficoltà tra server down e altri mergiaticlassi sbilanciatecheatinghackingtraduzioni errate, un endgame incompleto e molti problemi tecnici (bug, lag, freeze, crash e cali di framerate), tant’è che anche Nolvadex aveva bocciato il gioco di Neowiz Games nella sua recensione. La fine non si è fatta attendere: Bless Online ha concluso la sua ingloriosa corsa in Occidente il 9 settembre, a meno di un anno dall’uscita. Adesso lo studio sudcoreano intende rilanciare il titolo con una versione per Xbox One (Bless Unleashed) e una mobile (Bless Eternal). Lo scetticismo è su alti livelli, ma staremo a vedere.
  • Fallen Earth: uscito nel lontano 2009, questo MMORPG post-apocalittico è andato ad ingrossare il cimitero degli MMO lo scorso 14 ottobre. Ma non tutto è perduto: lo studio Little Orbit sta infatti lavorando su una nuova versione del gioco, che dovrebbe giungere nei prossimi mesi.
  • Durango Wild Lands: Durango era un interessante MMORPG mobile con i dinosauri, di cui vi abbiamo parlato diverse volte su MMO.it. Soltanto pochi mesi dopo il lancio ufficiale in Italia, avvenuto nel maggio 2018, Nexon ha però annunciato la chiusura dei server, che è avvenuta lo scorso 18 dicembre.
  • Dragon’s Dogma Online: l’MMO ambientato nel mondo di Dragon’s Dogma ha chiuso i battenti in Asia a dicembre. Da notare che il gioco non è neanche mai giunto in Occidente, quindi non possiamo darne un giudizio. Tuttavia, considerando il successo del primo capitolo, alcuni rumor sostengono che Capcom stia sviluppando Dragon’s Dogma 2, che sarà un gioco next-gen e potrebbe essere costruito dalle basi pensando all’online.
  • PlanetSide Arena: sulle nostre pagine vi abbiamo già raccontato la triste storia di questo titolo. PlanetSide Arena è un battle royale a squadre ambientato nello stesso universo fantascientifico di PlanetSide 2, ma a causa dei pochi giocatori online i server chiuderanno definitivamente il 10 gennaio. Quella di PlanetSide Arena è stata una vita breve e travagliata: annunciato un anno fa, il gioco è stato rinviato due volte, per poi approdare a settembre su Steam e chiudere neanche tre mesi dopo. Insomma, un vero disastro, ormai l’ennesimo perpetrato da Daybreak Games.
  • Battleborn: a causa dello scarso seguito, Gearbox ha annunciato che a partire da 24 febbraio non sarà più possibile procedere all’acquisto di Platinum, la valuta premium del gioco. I server di Battleborn resteranno attivi sino a gennaio 2021.
  • Heroes of Newerth: uscito nel 2010, questo MOBA free-to-play è ancora disponibile, ma ha ricevuto l’ultima patch il 26 febbraio 2019 e si trova attualmente in modalità manutenzione.
  • The Elder Scrolls Legends: idem come sopra. Lo scorso dicembre Bethesda ha annunciato di aver bloccato lo sviluppo futuro del suo TCG ambientato nell’universo di Tamriel, che è ora in modalità manutenzione.

 

Non tutti questi giochi meritavano di chiudere o essere abbandonati, soprattutto Worlds Adrift e Durango. Come sempre, la nostra solidarietà va a chi ha giocato e amato questi mondi virtuali. Sic transit gloria MMO.

Conoscete altri giochi che sono stati chiusi nel corso del 2019? In caso fatecelo sapere nei commenti.

 

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