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La bufala di YouTube che vi banna se usate AdBlock

La bufala di YouTube che vi banna se usate AdBlock

Oggi sull’internet specialmente italiano si è diffusa per qualche strana ragione una notizia che ha avuto l’unico obiettivo di gettare nel panico un po’ di persone e di invogliarle a cliccare sui link per generare un po’ di ricavi dalle pubblicità.

La notizia vorrebbe che YouTube, che ha da poco aggiornato i suoi termini di servizio, bannerà tutti coloro che utilizzano AdBlock sul sito. Consapevolmente o meno, buona parte dei siti di “informazione” ha deciso di cavalcare l’onda dello scandalo. Peccato che le cose non stiano così ed è piuttosto deprimente vedere come quasi nessuno si sia interrogato della veridicità della notizia, e proprio nessuno sia andato a leggere i nuovi termini di servizio di YouTube. Insomma, o si è voluto gettare il panico per qualche click, in malafede, oppure la situazione dell’informazione italiana sull’internet è semplicemente tragica e chi scrive non ha neppure voglia di farsi una ricerca di due minuti: si tratta quindi di ignoranti per scelta, o per pigrizia.

Vediamo dunque come stanno veramente le cose.

Primo fatto: non esiste, al momento, una versione italiana o europea dei “nuovi termini di servizio”. Tutte le idiozie dette a proposito dell’aggiornamento di questi si sono basate sulla versione americana dei terms of service, che non si applica in Europa né tantomeno in Italia. Quindi verrebbe da chiedersi: di cosa stiamo parlando, visto che i termini di servizio italiani sono datati 22 luglio 2019 e non c’è alcun indizio circa un loro prossimo aggiornamento? Di fuffa. E infatti, parleremo di fuffa che a noi italiani non riguarda minimamente.

Ma visto che a quanto pare la notizia piace molto e fa discutere, è del tutto naturale che valga la pena approfondirla. Nei termini di servizio americani che entreranno in vigore il prossimo 10 dicembre, infatti, c’è scritta la seguente clausola:

YouTube may terminate your access, or your Google account’s access to all or part of the Service if YouTube believes, in its sole discretion, that provision of the Service to you is no longer commercially viable.

Tradotto in italiano: “YouTube può terminare il tuo accesso, o l’accesso del tuo account Google a tutti o a parte dei Servizi se YouTube crede, a sua discrezione, che fornire i suoi servizi a te non sia economicamente conveniente“.

Poniamo quindi alcune questioni: la condizione perché la fruizione di YouTube (e, a quanto pare, dei servizi Google) venga limitata sta nel fatto che essa non conviene economicamente a YouTube/Google stessa.

In altre parole, qualcuno è impazzito dicendo: se io uso AdBlock non do i soldi a YouTube, quindi non sono economicamente conveniente per la piattaforma, quindi la piattaforma mi bannerà.

Neppure il più grande dei sospiri potrebbe risolvere il male interiore che mi ha colto quando ho letto questa considerazione.

Intanto, YouTube è un servizio privato. Non un ente pubblico di beneficienza, né un servizio pubblico essenziale. Questo significa che già da oggi, se lo volesse, potrebbe bannarci tutti senza che alcuno di noi potrebbe battere ciglio. Questo peraltro è un cruccio che noi di MMO.it ci poniamo da molto tempo, ormai, dopo aver preso coscienza del fatto che le leggi attuali sono insufficienti nell’odierno mondo basato sui servizi. Da questo punto di vista, nulla cambia con i nuovi termini di servizio.

Quindi dove sta la differenza? Nella discrezionalità che YouTube determina per se stesso. Con questa formulazione dei termini di servizio, YouTube si mette al riparo da cause pretestuose e garantisce maggiore sicurezza per i propri proventi economici, da parte di chi vuole fare pubblicità su quella piattaforma. Mettendo nero su bianco che “a sua discrezione” può togliere l’accesso a chiunque, nessuno potrà lamentarsi quando ciò avverrà. Quindi, chi fa pubblicità su YouTube potrà stare maggiormente tranquillo: i suoi advertisement verranno visualizzati da tutti i “buoni utenti”, ed i cattivi utenti verranno, invece, allontanati (in potenza).

Il risultato di questa dichiarazione di principi dovrebbe portare maggiori introiti pubblicitari a YouTube stesso, visto il senso di sicurezza, per chi vuole fare pubblicità lì, che una simile formula dà.

Secondo punto: il concetto del “commercially viable”, o, come è stato tradotto in italiano da noi, “la convenienza economica”. Questa è una frase che può voler dire tutto e nulla – e che non regge minimamente un eventuale giudizio davanti ad un giudice europeo. Al di là del fatto che, come si è già detto e ripetuto, questi cambiamenti non hanno niente a che fare con l’Europa, anche nel caso in cui arrivassero a casa nostra sarebbero presto smantellati dalla giurisprudenza del vecchio continente – che a differenza di quella americana sa ancora farsi valere contro le clausole vessatorie delle grandi corporazioni.

Se vogliamo analizzare nello specifico la frase del “commercially viable”, allora la prima cosa che può venire in mente è il contenuto sconveniente: appunto quello che le aziende che fanno pubblicità su YouTube non vogliono vedere legato al proprio nome. Se la pubblicità della Coca-Cola, tanto per dirne una, compare prima di un video di uno che si stura il naso con le dita e poi mangia le caccole, ecco forse Coca Cola (e YouTube con lei) non ritiene “economicamente conveniente” un tale canale.

Ma poniamo pure il caso di una distopia in cui YouTube anche in Europa prova a fare la voce grossa e davvero inizia a bannare gli utenti che usano AdBlock. Beh, non loggate con il vostro account Google, allora: usate Microsoft Edge ed andate in incognito con un AdBlock lì. E poi, al di là di tutto, sarebbe buona norma a prescindere diversificare il proprio portafoglio di account per non lasciare tutti i dati personali in mano ad una sola corporazione.

Più di tutto, però, fatevi furbi e leggete voi stessi le cose che vengono scritte. Non fidatevi dei giornalai che vi dicono che YouTube bannerà all’impazzata gli utilizzatori di AdBlock senza essersi neppure resi conto che il cambiamento dei termini di servizio riguarda l’America e non l’Europa. È ridicolo. Un articolo come questo che avete appena finito di leggere non sarebbe dovuto neppure essere scritto se l’informazione reperibile in giro fosse di qualità.

 

Fonti: laurea in Giurisprudenza, termini di servizio di YouTube, post su Reddit

 

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