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Call of Duty Modern Warfare: riscritta la storia di un crimine di guerra americano

Call of Duty Modern Warfare: riscritta la storia di un crimine di guerra americano

Una interessante polemica sta investendo Call of Duty: Modern Warfare, accusato di aver riscritto la storia di un crimine di guerra compiuto durante la Guerra del Golfo a tutto vantaggio degli stessi colpevoli, gli Stati Uniti, i “buoni”.

Durante una missione della campagna single player del titolo, infatti, si vestiranno i panni di un cecchino che perlustrerà una zona chiamata l’Highway of Death, o autostrada della morte, in italiano. L’inquietante nome, si dice nel gioco, deriva dal fatto che essa fu bombardata dai russi durante un’invasione, senza cura di chi la stesse utilizzando per scappare.

Il problema però è che l’Highway of Death esiste veramente: fu così chiamata una strada in Kuwait teatro, a fine febbraio 1991, di morte e distruzione.

Verso la fine della Guerra del Golfo, infatti, gli americani avevano sconfitto di misura le truppe irachene, che stavano fuggendo fuori dai confini dello stato invaso, dietro ordine di Saddam Hussein. La coalizione guidata dagli Stati Uniti, resasi ben presto conto della fuga del nemico, organizzò e completò con successo un attacco contro le forze irachene in ritirata, di fatto devastandone i resti dell’esercito.

Ci furono circa 600 morti nell’attacco, e le immagini che vennero diffuse furono scioccanti a tal punto che molti dei media si rifiutarono di pubblicarle. Sembrava poi che tra i morti ci fossero numerosi civili, che fuggivano anch’essi insieme alle truppe militari. Inoltre, la comunità internazionale condannò il gesto della Coalizione, dicendo che le regole di ingaggio proibiscono l’attacco contro il nemico in fuga a seguito di un cessate il fuoco.

Insomma: una storia del tutto e per tutto uguale a quella che viene raccontata su Call of Duty: Modern Warfare, solo che lì invece del Kwait c’è il fittizio stato dell’Urzikstan ed al posto degli americani a far fuori i civili ci sono i russi.

Dicono i critici più feroci: questo è un esempio palese di revisionismo storico atto a cancellare dalla memoria il crimine di guerra americano, reimputandolo ai russi, influenzando le menti (spesso giovanissime) che nemmeno conoscono l’Highway of Death reale, inducendole ad associare il nome ad una fantastoria in cui gli americani sono i buoni e i russi i cattivi, glorificando la macchina bellica statunitense ed alimentando la russofobia.

Al contrario, c’è chi sostiene che l’evento reale sia stato soltanto “fonte di ispirazione” per il gioco, che peraltro è ambientato in un universo piuttosto distante dal nostro, con località fittizie ed una storia finta creata apposta per la spettacolarizzazione.

Entrambe le tesi possono essere sostenute, a seconda dell’indole personale di ognuno. Certo è che sarebbe bastato davvero poco per non creare le polemiche: chiamare la zona con un nome diverso, per esempio, sarebbe già stato sufficiente.

 

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