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Blizzardgate: un gruppo di politici americani riprende Blizzard con una lettera

Blizzardgate: un gruppo di politici americani riprende Blizzard con una lettera

Un gruppo abbastanza cospicuo di politici americani, tra i quali figurano Alexandra Ocasio-Cortez, la più giovane parlamentare donna nella storia degli USA, e Marco Rubio, senatore della Florida e repubblicano hardcore, hanno firmato una lettera indirizzata a Blizzard, per la precisione al CEO Bobby Kotick.

In essa non vanno molto per il sottile: è criticato l’atteggiamento che la software house ha avuto ed è mostrata preoccupazione verso il futuro, qualora Blizzard decida di continuare con l’attuale comportamento.

Ma vediamo insieme la traduzione completa: leggetela perché non va certo per il sottile.

Scriviamo per esprimere la nostra profonda preoccupazione riguardo alla decisione di Activision Blizzard di bannare il giocatore Ng Wai Chung e di impedirgli di accedere al montepremi, per un anno, dopo che egli ha espresso opinioni a favore delle proteste pro-democrazia ad Hong Kong. Questa decisione è particolarmente preoccupante visto come il governo Cinese ha un appetito sempre maggiore a spingere le imprese americane a limitare la propria libertà di espressione.

Activision Blizzard beneficia del mercato in crescita cinese per ciò che concerne gli e-sport, e beneficia pure di un investimento proveniente da Tencent, una delle imprese tecnologiche più grandi di tutta la Cina. Come voi e la vostra compagnia senz’altro sapete, il governo cinese usa la propria grandezza e la forza della propria economia per sopprimere opinioni con le quali non è d’accordo. Soltanto la scorsa settimana, il governo cinese ha avuto da ridire su Apple per aver hostato un’applicazione per aiutare i pacifici dimostranti ad eludere la repressione, ed si è scagliato anche contro la National Basketball Association perché un general manager di un certo team ha tweettato in favore di Hong Kong.

La vostra compagnia dichiara di schierarsi per “la libertà che tutti hanno di esprimere i propri pensieri e le proprie opinioni” eppure molti dei vostri impiegati credono che la decisione di Activision Blizzard di bannare il Sig. Chung vìoli completamente questi valori. Dal momento che la vostra compagnia è un pilastro così grande dell’industria dei videogiochi, la vostra deludente decisione potrà avere l’effetto di raffreddare la volontà dei giocatori di utilizzare questa piattaforma per promuovere i diritti umani e le libertà personali più basilari. È vero: molti giocatori in tutto il mondo hanno preso atto delle azioni della vostra compagnia, e comprensibilmente vogliono boicottarla.

Mentre la Cina amplifica la sua politica intimidatoria, voi e la vostra compagnia dovete decidere se guardare oltre e promuovere i veri valori Americani, come la libertà di espressione e di pensiero, oppure di prostrarvi a Pechino, così da mantenere accesso a quel mercato. Vogliamo consigliarvi nel modo più forte possibile di riconsiderare la vostra decisione rispetto al Sig. Chung.

Avete l’opportunità di fare dietrofront: vi esortiamo a farlo.

Potete leggere la lettera originale su Wyden.senate.gov, mentre se volete una sintesi di tutta la vicenda Blizzardgate potete guardare il video recap di Asczor. Che ne pensate?

 

 

Fonte 1, Fonte 2

 

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