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Anthem: il tanto atteso update Cataclysm è una totale ciofeca

Anthem: il tanto atteso update Cataclysm è una totale ciofeca

Dopo numerosi ritardi, false partenze e attese deluse, l’aggiornamento 1.0.3 Cataclisma (o Cataclysm) di Anthem era arrivato questa settimana finalmente sui server del gioco.

Eravamo tutti molto curiosi di sapere in che modo BioWare avrebbe posto rimedio agli innumerevoli problemi del gioco, e la pubblicazione dell’update aveva fatto sperare bene in tale senso. Ma le speranze sono state prontamente deluse: l’update Cataclysm è una ciofeca.

La nuova attività Echoes of Reality non è niente di che, si svolge in spazi stretti e non sfrutta le potenzialità del titolo, offrendo peraltro una boss fight finale che sembra presa un po’ a caso da varie fasi degli altri boss del gioco. Kotaku usa il termine “Frankensteined”, a simboleggiare la natura sconclusionata dell’encounter.

La natura della modalità, basata su una rincorsa all’high score, sembra far tornare indietro i giocatori di trent’anni, all’epoca delle sale giochi e dei punteggi alti su Pacman. Non esiste alcuna particolare narrativa né viene ampliato il lore del gioco. La sua natura primariamente lineare fa sì che i giocatori la farmino senza accendere il cervello, ma semplicemente basandosi sulla memoria muscolare: dopo aver fatto la stessa cosa per decine di volte, le braccia si muovono da sole, e il cervello tira una riga piatta.

La nuova storia, che si basa sul cattivo Dr. Harken, è raccontata male, con cutscene messe nel mezzo delle missioni anzichè all’inizio delle stesse, ed è generalmente poco interessante. Peraltro, anch’essa è colpita da uno dei principali difetti di Anthem: la necessità di fare avanti e indietro tra le missioni e Fort Tarsis, l’hub di gioco. In altre parole, si è costretti continuamente a tornare indietro per parlare con delle persone e far proseguire la storia, a tutto vantaggio del tedio e dell’usura degli hard disk.

La nuova zona open world non è male dal punto di vista grafica, ma non aggiunge niente di particolare alle aree già presenti nel gioco. Purtroppo, la permanenza in essa è limitata a 15 minuti: appena si entra, scatta un timer per cui è necessario completare le proprie faccende prima che scada. Pena, la morte.

Questa scelta scellerata non solo riempie di inutili ansie i giocatori, e non ha alcuna particolare ragione a livello di gameplay per essere seguita, ma rende anche impossibile godersi i paesaggi ed i luoghi creati da BioWare: bisogna rusharli l’uno dopo l’altro, stando sempre attenti al tempo che scorre.

Certo, qualcosina di buono c’è: la nuova formula del loot e il tweak della difficoltà GM2 e GM3 sembrano essere eccessivamente generosi nel dare le ricompense. I giocatori, che da una parte sentono finalmente di ricevere qualcosa in cambio del loro tempo, sono dall’altra preoccupati che lo studio patchi in fretta questo contenuto, percepito come troppo generoso rispetto allo standard (si parla di 1,5 leggendari ottenuti in media a run a difficoltà GM3).

Infine, ci sono i bug. Onnipresenti e costanti, causano crash, freeze, e perfino l’impossibilità di giocare per via della comparsa di un loading screen infinito, per fixare il quale è necessario andare nelle opzioni e mettere tutto a medio o ad alto e riavviare il gioco.

Insomma, Anthem non ce la fa, e in molti ritengono che ormai la strada sia bella spianata verso la meritata chiusura. Nessuna promessa compiuta dagli sviluppatori nel corso della genesi di Anthem è stata rispettata, sia dal punto di vista della qualità dei contenuti sia dalla celerità con cui questi sono stati rilasciati.

Come mai EA non abbia ancora deciso di farla finita una volta e per tutte con un prodotto il cui insuccesso è ormai conclamato non è dato saperlo con certezza: probabilmente desidera soltanto mettere su una discreta facciata finché i giocatori non saranno andati verso altri lidi, abbandonando Anthem. D’altra parte, è già da molti mesi che il prodotto conta meno di 4.000 giocatori giornalieri, in media.

Malgrado le promesse degli sviluppatori sul non abbandonare il gioco, forse sarebbe meglio guardarsi in faccia una volta per tutte e ammettere la clamorosa batosta, facendola finita e lasciando i giocatori liberi di dedicarsi a prodotti più onesti e curati. In ogni caso, difficilmente EA e BioWare avranno perso soldi, visto il gran numero di copie vendute dal titolo – ben più che sufficienti, secondo molti, a coprire i costi di sviluppo. Sarebbe meglio a questo punto salvare la faccia: il money grab ha funzionato finchè ha funzionato, ora basta.

 

 

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7 pensieri su “Anthem: il tanto atteso update Cataclysm è una totale ciofeca

      1. Alessandro

        Beh Inquisition è brutto paragonato a Origin , ma vogliamo ricordarci di quella ciofeca di Dragon Age II, si bella lore ma il gameplay da dimenticare . Inquisition invece ha avuto la simil-decenza di attenersi al gameplay del primo.

      2. Lorenzo "Plinious" Plini

        La nuova BioWare praticamente non azzecca un bel gioco da 10 anni, tra Dragon Age 2, Inquisition, Andromeda e adesso Anthem.

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