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Final Fantasy XIV: Shadowbringers – Recensione

Final Fantasy XIV: Shadowbringers – Recensione

Ringraziamo Esty per la collaborazione.

Shadowbringers è la terza e ultima espansione di Final Fantasy XIV, rinomato MMORPG di Square Enix disponibile su PC, Mac e PlayStation 4. Lanciata in Early Access il 28 giugno, Shadowbringers è ufficialmente disponibile dal 2 luglio, quando il sottoscritto aveva già portato a termine la storia principale dell’espansione.

Oltre al gioco base (A Realm Reborn, con eventi e storia fino al livello 50) FFXIV conta altre due espansioni, Heavensward (con level cap al 60) e Stormblood (con cap al 70), di cui potete leggere la nostra recensione.

Come prevedibile, Shadowbringers innalza il cap fino al livello 80, ma a questo si aggiungono una quantità enorme di feature e contenuti, tra cui due nuovi job, un profondo rinnovamento delle abilità di ogni classe, nuove aree esplorabili, il trust system, un nuovo Primal, nove dungeon inediti, tre Beast tribe, due razze giocabili e la modalità New Game + (quest’ultima in arrivo a settembre).

 

 

I portatori dell’ombra

Allora, com’è Shadowbringers? Detto semplicemente, è il miglior JRPG degli ultimi 15 anni. Potrei sembrare un fanboy, ma se vi andate a leggere altre recensioni in giro per il web potrete notare come non sia il solo a dirlo.

Non è un’esagerazione: la storia di Shadowbringers surclassa abbondantemente qualsiasi altro prodotto di questo tipo uscito in tempi più o meno recenti. Se poi vogliamo parlare del fatto che Final Fantasy XIV sia un MMO, allora non possiamo che apprezzare ulteriormente il lavoro compiuto nel corso degli anni da Naoki Yoshida e il suo team per quello che, a mio modestissimo parere di giocatore di MMORPG, è il migliore del suo genere.

Ma bando alle ciance e scendiamo maggiormente nel dettaglio di questa espansione. Shadowbringers presenta nuove aree di gioco che vanno al di la del mondo finora conosciuto: ci porta infatti in una sorta di dimensione parallela, che è il riflesso di quella in cui viviamo noi. In pratica il mondo in cui viviamo è la sorgente: ad un certo punto della storia, questa sorgente è stata divisa in altri 13 mondi tutti uguali, ma che col tempo hanno avuto ognuno il proprio sviluppo.

Nel corso di A Realm Reborn abbiamo già visitato una di queste dimensioni, la tredicesima (era il World of Darkness, raid della Crystal Tower), mentre stavolta viaggeremo nella prima. Se nella tredicesima il mondo era stato inghiottito dall’oscurità, la prima dimensione è invece stata inghiottita dalla luce con effetti catastrofici, come l’assenza della notte e la presenza di creature legate all’aspetto elementale della luce, che terrorizzano gli abitanti.

 

Final Fantasy XIV Shadowbringers Recensione FFXIV Shadowbringers

Storia e aree di gioco

Il nostro obiettivo nel corso della storia è quello di riportare la notte nel Primo Shard, dove ci troviamo. Credetemi, sulla storia e sul world building è stato fatto un lavoro di cuore, meticoloso e di qualità. La trama di Shadowbringers quasi sfigura per una semplice espansione: si meriterebbe tranquillamente di rappresentare la storia principale di uno dei Final Fantasy numerati (i capitoli principali della serie).

Non mi dilungherò oltre per evitare spoiler, data l’importanza della storia nel gioco. Parliamo invece delle aree di gioco, che sono in totale sei e che hanno portato freschezza e novità all’ambientazione (a parte la poco ispirata zona di Ahm Araeng, ma sono gusti personali). Inoltre ci ha stupito e conquistato l’ultima area di gioco, di cui però non possiamo parlare, sempre per rimanere spoiler-free. Square Enix ha investito pesantemente su tutto ciò che fa da contorno a queste aree e le ha rese vive con side-quest particolarmente riuscite sia in termini di contenuto che di lore, che danno vita a ogni più piccolo villaggio presente sulla mappa.

 

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I dungeon e il trust system

I dungeon sono sempre stati il fiore all’occhiello del gioco nelle prime espansioni. Anche in Shadowbringers ci possiamo rendere conto di come il grande impegno di Square Enix abbia portato a risultati eccellenti. Le boss fight sono molto piacevoli e d’impatto, a partire dal primo dungeon, Holminster Switch, in cui ogni boss mostra delle meccaniche che erano già presenti nell’endgame di Stormblood. Il design dei livelli e dei mostri è di altissima qualità, al punto che, nonostante il gioco ci abbia sempre abituato bene da questo punto di vista, non potremo fare a meno di rimanere a bocca aperta guardando l’ultimo dungeon dell’espansione, probabilmente uno dei punti più alti di design dell’intera esperienza di FFXIV.

Il trust system, novità assoluta di Shadowbringers, ci permette di portare i nostri companion NPC in dungeon al posto di altri player. Sebbene fossi molto restio a riguardo, devo dire che il sistema è particolarmente riuscito. Gli NPC infatti hanno un’IA decisamente adeguata allo svolgimento dei contenuti e, sebbene facciano meno danno dei giocatori normali (aumentando così il tempo di chiusura del dungeon rispetto a un gruppo di player), il fattore che va ad eliminare le code è un vantaggio non indifferente per i giocatori. Gli scambi di battute tra i personaggi durante il dungeon, poi, è un valore aggiunto che mi porta a consigliarvi di provarlo almeno una volta.

I FATE (gli eventi delle public quest) sono stati reworkati, al punto che completandoli adesso danno al giocatore dei token spendibili in materiali per il craft (generalmente pelli di animali e roba che si droppa uccidendo i mob) e boost alla velocità di movimento delle mount in determinate zone. Ciò porta i giocatori a fare questi contenuti e, quindi, a tenere viva un’altra forma di livellamento per i job alternativi.

 

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Nuove razze e nuove classi

L’aggiunta delle due razze inedite, i Hrothgar e le Viera, ha portato ancora più varietà nel mondo di gioco. Idem per le due nuove classi, il Gunbreaker e il Dancer, che nei rispettivi ruoli risultano delle scelte molto interessanti e, soprattutto, differenti rispetto alle altre classi del medesimo ruolo. Le meccaniche del Gunbreaker lo portano ad essere un tank con una rotation da DPS, per il numero di tasti e combo che presenta, mentre la Dancer presenta un meccanismo proc di priority ad albero. Insomma, entrambe le classi offrono un modo di giocare completamente diverso rispetto alle altre, dando al giocatore un senso di novità bello forte.

Il bilanciamento dei job è qualcosa di molto importante e anche qui Square Enix ha fatto un buon lavoro. Com’era prevedibile, però, c’è stato un leggero calo nel numero degli healer, che al momento sono molto più richiesti dei tank. Ma potrebbe anche trattarsi di una situazione passeggera mentre la gente livella i vari Gunbreaker e Dancer.

 

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Endgame e raid

Per quanto riguarda l’endgame, la formula non è cambiata minimamente rispetto al passato. Dopotutto, ciò che vince difficilmente si cambia. Al momento abbiamo due dungeon extra ambientati dopo la conclusione della storia e due trial extreme da farmare prima dell’apertura del raid savage, che avverrà per fine luglio (quello normal aprirà invece tra due settimane). Si tratta di Eden, raid da 8 giocatori, che sarà disegnato da Tetsuya Nomura (famoso per Kingdom Hearts).

Arriverà poi anche un raid da 24 player chiamato YoRHa: Dark Apocalypse. Questo dovrebbe uscire verso fine settembre e sarà disegnato da Yoko Taro, il director di NieR: Automata.

Infine, bisogna segnalare tutti i contenuti relativi a crafter e gatherer, che nel corso di questa espansione godono di una esperienza di leveling meno traumatica rispetto al passato.

È ora giunto il momento di saltare alle conclusioni, che potete leggere dopo una piccola gallery di immagini.

 

 

4.5

Considerazioni finali

Che dire di Final Fantasy XIV: Shadowbringers? L’espansione è riuscitissima, senza ombra di dubbio la migliore delle tre. Più passa il tempo e più il gioco invecchia bene, al punto di aver raggiunto attualmente il suo picco di abbonati. È un MMO che consiglio agli amanti del genere: all’inizio può essere pesante, data la differenza qualitativa tra il gioco base e la prima espansione Heavensward, ma andando avanti l’esperienza va sempre migliorando fino a Shadowbringers, che è l’apice di questo titolo.

Se non gli diamo il voto massimo è solo perché Shadowbringers non aggiunge novità rivoluzionarie, ma continua ad affinare e migliorare la formula di FFXIV, mentre aggiunge una valanga di contenuti.

Ve lo dico da avido giocatore di MMORPG che ha giocato a World of Warcraft, Warhammer Online, Darkfall Online, Aion, Ragnarok Online, SWTOR e tantissimi altri: questo gioco è un capolavoro del suo genere e Shadowbringers ha aggiunto quello che mancava per consacrarlo definitivamente non solo nell’Olimpo dei MMORPG, ma anche in quello dei JRPG.

 

La nostra scala di valutazione

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