MMO.it

Conqueror’s Blade – Recensione

Conqueror’s Blade – Recensione

Un sempre maggior numero di sviluppatori cerca di realizzare un titolo capace di diventare un trend all’interno della community dei giochi online, restando poi sulla cresta dell’onda per più tempo possibile. Anche i ragazzi di Booming Games vogliono dire la loro in merito e la loro ultima fatica, Conqueror’s Blade, si propone come un progetto davvero promettente.

Dopo mesi di closed beta e open weekend, lo scorso 4 giugno il team di sviluppo e il publisher My.com hanno pubblicato questo MMORPG orientato al PvP, che ricorda un po’ la serie Mount & Blade. Il gioco utilizza la formula free-to-play, perciò può essere scaricato gratuitamente dal sito ufficiale o direttamente da Steam.

Booming Games sarà stata in grado di soddisfare le aspettative di un titolo così ambizioso?

 

 

Un mondo in costante guerra

Conqueror’s Blade ci proietta in un mondo dove la guerra imperversa. Una mescolanza di fazioni, ispirate all’epoca medievale europea, mediorientale e asiatica, si contendono villaggi, punti di raccolta risorse, città e territori in una mappa che a prima vista appare quasi soverchiante per la quantità e varietà di cose da fare.

La creazione del nostro personaggio viene inizialmente definita dal completamento di frasi che fungono da elementi di background narrativo. Selezionandone una piuttosto che un’altra avremo dei bonus alle caratteristiche del nostro eroe. Successivamente si entra nel creator del personaggio vero e proprio. Il gioco ci offre delle buone possibilità di caratterizzazione partendo da alcuni preset che possiamo alterare sfogliando le tante voci a disposizione.

L’ultimo fondamentale elemento necessario a definire il nostro personaggio è la classe. È possibile scegliere tra dieci classi a disposizione, le quali utilizzano diverse armi e si basano di conseguenza su diversi attributi del nostro personaggio. È in realtà opportuno vedere le classi come specializzazioni di un’arma, poiché nell’arco della nostra campagna non saremo vincolati all’utilizzo di un solo tipo d’arma, ma potremo spendere punti per sbloccarne altre. Ciò offre la libertà di creare un personaggio più versatile (cambiando arma anche durante le battaglie), o di concentrare tutte le proprie forze e punti abilità sulla specializzazione di un’unica arma.

Tra le armi a disposizione troviamo l’alabarda (arma pesante, utilizzabile solo da personaggi di sesso maschile), la spada lunga con scudo, il moschetto, la lancia (anch’essa utilizzabile solo da PG maschili), l’arco (di nuovo, solo PG maschile), il nodachi (una katana di grandi dimensioni), la spada corta con scudo, il glaive (che ricorda una picca con lama curva ad ampio raggio o la naginata giapponese), l’arco corto (utilizzabile solo da personaggi di sesso femminile) e le doppie lame (armi veloci con abilità da assassino, solo per PG femminili).

 

Conqueror’s Blade recensione conqueror's blade

Per un approccio iniziale e più bilanciato le spade accompagnate dallo scudo rappresentano la scelta migliore, mentre le altre richiedono un po’ più di pratica. Le armi a distanza compensano i lunghi tempi di ricarica con danni ingenti per singolo colpo. Armi da mischia ad ampio raggio come il nodachi o il glaive possono essere efficaci per il controllo delle truppe grazie ad attacchi speciali in grado di colpire a 360 gradi.

Le caratteristiche base dell’eroe che assecondano i vari stili di gioco sono Forza, Agilità, Armatura e Resistenza. All’aumento di livello riceveremo punti da distribuire per consolidare le nostre abilità di classe, o potremo invece optare per la creazione di un personaggio più versatile, sbloccando in seguito le altre armi a disposizione.

Già da questo punto è possibile percepire le influenze stilistiche nella creazione delle classi e del mondo di gioco. Molto spesso For Honor fa prepotentemente capolino come chiara fonte di ispirazione, dall’assunto di base della storia alla caratterizzazione visiva delle personaggi. E per tutto il resto? Su certi punti fa meglio e su altri peggio. Ma procediamo con ordine.

 

Conqueror’s Blade recensione conqueror's blade

Zero to Hero

Nelle prime fasi di gioco affronteremo un breve tutorial che ci introduce alle meccaniche di utilizzo delle varie armi, di schivata e parata. Tramite delle brevi quest narrative, strutturate alla medesima maniera dei successivi scontri PvP, impareremo ad assegnare punti abilità, a gestire le nostre unità e a dar loro ordini.

A tal proposito le missioni della storia non offrono una trama che si evolve tramite il loro completamento, bensì si occupano principalmente di scandire l’avanzamento di livello del personaggio e illustrarci nuove modalità con qualche piccola scena scriptata posta a rendere il tutto più cinematico. Conclusa la fase tutorial del primo accampamento, ci verrà consegnato un permesso per poter abbandonare l’area e dirigerci nell’area che più ci aggrada tra le cinque regioni che compongono il mondo di gioco.

L’esplorazione in modalità libera delle regioni ci catapulta indietro al tempo dei JRPG degli anni ’90: abbiamo un overworld map (un po’ come in Shroud of the Avatar) con una visuale a volo d’uccello del nostro personaggio a cavallo, immerso in un panorama alquanto spoglio e di qualità decisamente inferiore al resto del gioco. Qui possiamo raccogliere risorse, ingaggiare scontri con altri giocatori o semplicemente lanciarci all’esplorazione dei vari insediamenti e città.

 

overworld map recensione open world mmorpg

Ogni accampamento o città offre gli stessi NPC che abbiamo trovato nell’accampamento dedicato al tutorial: venditori di armi, armature, strumenti d’assedio, risorse, creazione unità ed NPC dedicati alle quest. È comunque giustificata la presenza di più insediamenti, poiché i vari venditori possono avere a disposizione differenti risorse a seconda di dove li incontriamo. Semplice e molto utile la possibilità di richiamare alcuni dei tool degli NPC tramite tasti veloci, senza doverli cercare nella mappa. Tra questi quello che costituisce il nucleo dell’esperienza, la modalità Battaglia, dà accesso a diverse modalità di gioco sbloccabili con l’avanzamento di livello.

Le modalità si suddividono in Battaglie Standard e Spedizioni. Tra le modalità standard ci sono Training Camp (scontro con l’IA), Field Battle e Siege Battle. Tra queste spicca la modalità Siege (assedio), che aggiunge l’utilizzo di strumenti (catapulte, cannoni, torri d’assedio, arieti), al semplice Cattura la Bandiera. Queste modalità si basano sul controllo delle zone e ovviamente l’uccisione degli eroi avversari garantisce, oltre ad un temporaneo vantaggio numerico, la possibilità di sottrarre punti agli avversari, i quali saranno sconfitti quando il loro punteggio di squadra arriverà a zero. Oltre alle zone da catturare vi sono dei punti di recupero, utilizzabili dai giocatori che ne sono in possesso, per richiamare nuove unità da combattimento.

Dal livello 20 si ha poi accesso alle sopraccitate Spedizioni, modalità che vede cinque giocatori collaborare per liberare un villaggio dal nemico, conquistando anche qui le zone e sconfiggendo per ultimo un eroe nemico gestito dall’IA e più ostico del normale.

Una lacuna che è possibile riscontrare dal nostro primo viaggio nell’overworld map in avanti è la carenza di tutorial mirati nei giusti momenti del gioco. Non viene mai spiegato bene cos’è possibile fare nella sezione open world e tutti i menu di creazione, accessibili quasi da subito, diventano chiari solo dopo il completamento di alcune missioni che sono spesso classificate come secondarie.

 

Conqueror’s Blade recensione conqueror's blade

Attacca, para, schiva, ripeti

Osservando i numerosi alberi di abilità, dedicati alle singole armi e unità, viene da pensare che il gioco possa offrire un combat system profondo e articolato. Dalle prime battute, e fin tanto che si affrontano solo scontri con l’IA, sembra di averne la conferma. Le mosse speciali risultano appaganti e necessitano del giusto tempismo: si possono inanellare combo che tengono l’avversario stordito abbastanza per metterlo seriamente in difficoltà.

Quando però ci lanciamo nelle battaglie campali con altri giocatori, anche 30 contemporaneamente, i delicati equilibri legati a tempismo e posizione perdono drammaticamente valore. Spesso infatti l’efficacia della parata è davvero un’incognita ed alcune classi più votate agli attacchi veloci e con un maggior valore di danni per secondo hanno la meglio, perché capaci di stordire indefinitamente il malcapitato di turno.

Questo effetto di meraviglia che va rapidamente incrinandosi, purtroppo, si avverte anche sul fronte delle modalità di gioco. Dopo appena una decina di ore, inframezzate da nuove scoperte di unità o abilità, si inizia a percepire una certa monotonia nello spettro delle modalità a disposizione. Possiamo usare un ariete, un cannone o una torre in assedio in fiamme a causa dell’attacco nemico, ma qualunque sia l’azione l’obiettivo è sempre la cattura di una zona e il suo mantenimento al fine di vincere lo scontro. Il gioco si comporta quindi in modo sempre uguale o molto simile, dando origine ad una monotonia che può allontanare anche gli utenti più appassionati.

 

Conqueror’s Blade recensione conqueror's blade

In guerra con stile

Parlando invece del lato artistico Conqueror’s Blade, considerando anche la sua natura free-to-play, si presenta più che dignitosamente. Le varie classi presentano una buona caratterizzazione (seppur scopiazzata qua e là dal sopraccitato prodotto Ubisoft). Meno ispirati risultano invece i luoghi visitabili, che restano sul livello “anonima ambientazione dal gusto medievale”, senza guizzi interpretativi come per i personaggi giocabili.

Il comparto audio fa il suo dovere: in tutta onestà, dato il tipo di gioco, il sonoro non ha bisogno di essere indimenticabile, ma quello di Conqueror’s Blade riesce comunque a garantire una certa immersività nell’ambientazione. Il sound design risulta un po’ ballerino nelle fasi più concitate, quando molteplici effetti sonori si sovrappongono e talvolta perdono la sincronia con l’azione di gioco, aumentando la confusione del momento.

 

Conqueror’s Blade recensione conqueror's blade

Server quanto mi costi

Analizzando i vari aspetti del gioco risulta chiaro che uno dei grossi problemi di Conqueror’s Blade risiede nel netcode. La bellezza degli scontri tra giocatori sta nella reattività dei comandi, nelle finestre di attacco e di parata, nella precisione delle hit box e dei frame di invincibilità nella schivata. Tutto questo, però, perde di competitività quando il più grande nemico che siamo chiamati ad affrontare è la stabilità dei server.

Sfortunatamente non si è trattato, almeno per ora, di un problema circoscritto ad alcune partite o momenti della giornata che vedevano i server particolarmente congestionati. Talvolta la lag porta a situazioni dove il nostro avatar prende danni in modo inspiegabile, o rimane stordito senza poter far nulla. La cosa accade anche al contrario: a volte tiriamo giù nemici che restano fermi a prendere colpi. Al momento attuale, inoltre, il gioco fa fatica a mantenere la stabilità di frame rate quando ci si trova all’interno di un assedio con centinaia di unità su schermo, detriti di esplosioni e fiamme.

È comunque opportuno notare che il motore grafico utilizzato, il Chaos Engine, è stato sviluppato internamente da Booming Games: per essere il primo prodotto di questa software house solitamente il gioco gira abbastanza bene, specie se rapportato alla media dei titoli odierni.

Al contrario, spesso il matchmaking non favorisce scontri con giocatori di livello simile. Questo rappresenta un problema poiché in Conqueror’s Blade avere un livello più alto garantisce più punti alle abilità di base e potenzialmente anche alle abilità dell’arma, squilibrando notevolmente gli esiti dello scontro.

 

recensione

Free-to-play?

Scorrendo i vari menu, dopo aver preso una certa dimestichezza con l’interfaccia e le meccaniche di gioco, possiamo notare il tipico store in-game. L’offerta varia dai classici elementi estetici sino a pacchetti premium che incrementano l’ottenimento di esperienza (per il proprio eroe e le unità utilizzate), di monete e di oggetti consumabili. Ogni personaggio dispone di monete di bronzo (la valuta base di Conqueror’s Blade), di monete d’argento (per le transazioni all’interno dell’asta), di onore (valuta necessaria per sbloccare unità e potenziare tecnologie) e delle Sovrane (usate per acquistare account premium e oggetti cosmetici dello store).

Ad esclusione delle Sovrane, che possono essere acquistate solamente con denaro reale, tutte le altre valute sono ottenibili in-game, completando battaglie e missioni varie. Tutto questo, insieme ad un sistema di compravendita presso una casa d’aste dove è possibile trovare armi, armature, potenziamenti per abilità, progetti ed oggetti per il crafting, altera il modello di partenza free-to-play aggiungendo delle dinamiche che, per alcuni, potrebbero rasentare il pay-to-win.

Va poi considerato che Conqueror’s Blade offre una serie di quest settimanali che permettono, una volta completate, l’ottenimento di punti guerra. L’accumulo di questi punti (tramite step a 25, 50, 100 e 150) sblocca dei bauli con equipaggiamento progressivamente più raro e delle chiavi che garantiscono l’apertura di rarissimi vault, ottenibili casualmente tramite vittorie nelle varie modalità di gioco. La possibilità di avere chiavi aggiuntive per chi attiva un account premium, insieme all’estrema rarità del drop rate dei vault, potrebbe quindi portare a ipotizzare una leggera deriva pay-to-win.

Tuttavia, è opportuno tenere a mente che nulla è precluso ai giocatori che vogliono fruire di Conqueror’s Blade senza spendere un centesimo. Ciò che l’account premium offre è una sensibile riduzione del tempo speso nello svolgere attività a cui tutti gli utenti hanno comunque accesso, senza oggetti in esclusiva a sbilanciare gravemente l’intera esperienza.

 

 

2.5

Considerazioni finali

Potreste stupirvi e apprezzare anche per un discreto periodo Conqueror’s Blade, ma risulta evidente che a tanta ambizione e potenzialità si accompagna un’approssimazione grossolana su certi aspetti cruciali per un titolo di questo tipo.

Il game design di Conqueror’s Blade è davvero promettente, l’offerta in termini di attività è ampia e la componente RPG si rivela profonda e sfaccettata, ma le modalità risultano ripetitive sul lungo periodo ed i problemi di server e bilanciamento del combat system compromettono sensibilmente la qualità degli scontri.

Lo stupore dell’affacciarsi al mondo aperto dopo la fase iniziale è accompagnato dalla confusione per l’interfaccia e per la mancanza di tutti i tutorial necessari a comprendere la profondità del gioco, dalla sezione open world ad alcuni dettagli della creazione unità, resi chiari solo in seguito al completamento di diverse missioni secondarie.

Lo store in-game (gli account premium in particolare) e la casa d’aste potrebbero far storcere il naso a giocatori in cerca di un titolo che metta tutti sullo stesso piano senza compromessi, specialmente ad alti livelli, quando il tempo da dedicare al farming diventa considerevole.

Nonostante i problemi Conqueror’s Blade è un gioco coraggioso ed ambizioso che cerca di proporre qualcosa di diverso da molti MMO: scaricarlo e provarlo non costa nulla, in attesa di vedere come i ragazzi di Booming Games supporteranno il prodotto in futuro.

 

La nostra scala di valutazione

Placeholder for advertising

Un pensiero su “Conqueror’s Blade – Recensione

Rispondi