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The Elder Scrolls Online: Elsweyr – Recensione

The Elder Scrolls Online: Elsweyr – Recensione

Dopo una breve fase di Early Access è finalmente disponibile su PC, Mac, Xbox One e PlayStation 4 la nuova avventura per The Elder Scrolls Online: Elsweyr. Non un semplice DLC, ma un’espansione vera e propria che introduce il territorio di Northern Elsweyr, la relativa quest, la trial Sunspire e la nuova classe del Necromancer.

A distanza di circa quattro mesi dall’annuncio ufficiale Elsweyr era stata resa disponibile in fase di test e, dopo averla provata sia in quel contesto che poi in Early Access, ho avuto modo di farmi un’idea di come avrei approcciato il gioco. Quindi dopo un mese intero di avventure penso di avere le idee abbastanza chiare.

Potete leggere tutti i dettagli su prezzo ed edizioni disponibili di Elsweyr nella nostra news precedente.

 

 

Per cominciare…

Chi ha giocato al preludio di Elsweyr passi pure oltre, per tutti gli altri è fondamentale sapere cosa sta accadendo nelle terre dei Khajiit. Abnur Tharn, vecchia conoscenza del gioco base, ci contatta per un incarico che ha a che fare con la sua, come la definisce, “mezza” sorella Euraxia. La donna ha invaso il territorio proclamandosi regina e Abnur intende indagare su una misteriosa arma che lei vorrebbe usare per mantenere l’egemonia. Al termine della breve quest scopriremo che tale arma non sono altro che i Draghi, inavvertitamente liberati proprio dal nostro avatar.

Da queste premesse comincia la nostra avventura.

Anequina, il diamante grezzo

Il primo impatto con Elsweyr è abbastanza gentile: ci materializziamo nella città di Rimmen e tutto sembra nella norma. Rimmen è piuttosto grande, con ampi spazi sociali e un mercato ben impostato che farà la gioia dei crafter, anche se poco ruolistico: tutte le aree sono perfettamente organizzate, come se fossimo a una moderna fiera, non c’è il caos di un vero mercato fantasy ma è indubbiamente comodo. E poi produrre oggetti con un bardo che canta in sottofondo è impagabile.

Gli ampi spazi della città sembrano pensati per rendere l’esperienza più sociale, e infatti non è inusuale vedere gruppi di giocatori che si ritrovano nelle due grandi piazze per prepararsi agli scontri coi Draghi o anche solo per perdere tempo in compagnia.

Ma è fuori dalle mura che Elsweyr si mostra in tutta la sua maestosità, con un due biomi desertici che richiamano ora il Grand Canyon e ora foreste rigogliose circondate da terra rossa. Gli scorci più spettacolari sono offerti proprio dal primo, con ripide salite che terminano in altissimi precipizi e valli scavate dal tempo, dalle quali emergono rovine antiche e misteriose. Lunghi ponti sospesi nel vuoto, villaggi costruiti attorno ad alte rocce e templi in rovina le cui texture, tra le migliori che abbia visto finora, danno la sensazione di una gloria secolare.

 

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I paesaggi più verdeggianti sono tagliati da torrenti e vie secondarie, spesso nascoste, integrando le suddette rovine nelle foreste e offrendo una quantità di dettagli tali che saranno necessarie diverse ore di esplorazione per vederli tutti. Inoltre, più di ogni altra espansione e DLC, Elsweyr si presenta viva e popolata da innocui animali a bestie feroci, passando per viandanti e numerose comunità rurali, il che rende difficile sentirsi soli.

Facendo un paragone, mi sento di affermare che la cura dedicata al territorio risulta superiore a quella di Summerset, espansione ricca di particolari e perfetta nel rappresentare un popolo austero come gli Altmer. Elsweyr non presenta ovviamente lo stesso lore, è più semplice e rurale, ma esprime il calore e l’accoglienza del popolo Khajiit, qui meravigliosamente rappresentato in tutta la sua fierezza e semplicità: se non avete mai amato i gattoni, cambierete idea.

Elsweyr comunque non è solo estetica e lore: ZeniMax ci ha abituato bene con dei bellissimi brani e nemmeno questa volta si smentisce. Il main theme è poderoso, epico e drammatico, e sono presenti brani cantati tra i più belli che abbia sentito in tutte le espansioni. Aggiungiamo anche nuovi effetti sonori e le inquietanti voci dei Draghi, che durante gli scontri vi faranno davvero tremare, e avrete un quadro completo della cura dedicata a tutto il prodotto.

 

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Avventure desertiche

La bellezza esotica di Elsweyr ha un contraltare nella sua main quest, ma procediamo con ordine.
L’avventura riporta in scena Abnur Tharn e Cadwell, due vecchi compagni che, se avete amato nella storia del gioco base, qui ritroverete potenziati in termini di carisma. Solo in quello però, poiché Abnur si presenterà molto più debole con un escamotage che non mi ha convinto, ma che accetto ai fini dell’economia della trama. Senza fare spoiler, il nostro incarico ci porterà a indagare sulla “mezza” sorella del nostro alleato, Euraxia, che ha invaso la regione con l’aiuto dei Draghi e del potente negromante Zumog Phoom. Indagando sul motivo del ritorno dei Draghi e sulle loro vere intenzioni, ci troveremo a lottare per restituire Elsweyr ai Khajiit.

Mi duole dirlo, ma ho trovato la storia alquanto debole. Epica, senza dubbio, ma priva di veri colpi di scena. Tutto fila secondo le previsioni: Euraxia è la tiranna, i Draghi la aiutano e Zumog con le sue arti ci mette del suo. Tuttavia, la minaccia tirannica si percepisce ben poco e i Draghi intervengono poche volte nella main quest. Solo Zumog risulta essere abbastanza interessante, ma la percezione è che non ci sia un vero villain, bensì tre soggetti malvagi che hanno ognuno un proprio progetto.

Inoltre la storia è davvero breve, neanche paragonabile alla main di Summerset (che ho amato molto) e, per quanto eviti il solito canovaccio del tradimento (vedi Murkmire), non regala particolari emozioni e giunge frettolosamente ad una run finale indubbiamente spettacolare, ma troppo corta e senza un reale approfondimento.

 

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Resta comunque il fatto che Abnur Tharn e Cadwell sono stati integrati in modo sublime, in particolare il primo che, con la sua spocchiosa arroganza e il sarcasmo tagliente, si conferma l’NPC meglio riuscito di tutto il gioco. Abnur sarebbe odioso in un altro contesto, ma qui diventa divertente, addirittura simpatico pur senza scadere nella macchietta, regalando momenti indimenticabili con le sue battute al vetriolo (specie alla fine, dove mi ha strappato una risata). Di Cadwell scopriamo finalmente il passato, la sua vita precedente a Coldharbour, che per quanto dovrebbe risultarci tragica rimane in linea con la sua bizzarra personalità (che qui trova una spiegazione).

La buona notizia è che dove non arriva la main quest riescono le secondarie. Chi scrive ha completato gran parte delle quest di gioco e quelle di Elsweyr sono tra le migliori che abbia affrontato. Non sono particolarmente lunghe, ma raccontano una bella storia, e alcune non sono affatto banali. Alcuni avranno già sentito parlare dello Skooma-Cat: ebbene, per me è una delle migliori quest di tutto ESO.

Ritroviamo anche Razum-Dar, in vacanza a casa di mamma, e conosceremo la sua famiglia. Non è fan service, ma un vero approfondimento di un personaggio che ha dato tanto e che qui ritroviamo in un contesto più umano… anzi, felino. Molto bella anche la quest della Strega di Azurah, che ho intrapreso con calma proprio per potermela godere al meglio.

In conclusione, abbiamo quindi una main senza infamia e senza lode, ma delle ottime secondarie. La difficoltà generale non è diversa rispetto ai precedenti contenuti, perciò con un personaggio veteran risulterà molto semplice arrivare in fondo. Ho completato la storia col mio fidato Templar Magicka e col nuovo Negromante (su cui poi ci soffermeremo) e in effetti si gode molto di più partendo dal basso, affrontando così una sfida più impegnativa.

 

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Sangue di Drago

Sì, tutto molto bello, ma i Draghi? Già, i Draghi… A livello di lore mi auguro che sapranno spiegarmi come sono scomparsi per poi riapparire in Skyrim secoli dopo. Nel frattempo me li sono goduti in una veste inedita e decisamente più ostica.

Durante la main quest si affronteranno due volte (tre se consideriamo il nuovo tutorial, uno dei più deboli e sbrigativi di tutto ESO) e non rappresenteranno nulla di particolarmente difficile. Il discorso cambia se andremo ad affrontarli sulla mappa: dopo le anchor di Molag Bar e i geyser di Summerset, ora abbiamo questa sfida ambientale che aggiunge un po’ più di profondità.

Tenendo un occhio sulla mappa sarà possibile vedere l’icona in movimento di un Drago in volo, che poi andrà a fermarsi da qualche parte. Quando la battaglia inizierà l’icona verrà trafitta da due spade incrociate. Affrettarsi non serve a molto, visto che si tratta di eventi non affrontabili da soli, ma con un nutrito gruppo di persone. Questo perché i Draghi fanno davvero male. Scordatevi le strategie dei boss nelle trial: non basta tenerlo impegnato con un tank, poiché la bestiola colpirà col fuoco, con l’ala destra, con quella sinistra e con la coda, a seconda di chi lo sta punzecchiando. La potenza dei suoi attacchi è tale che sarà facile essere uccisi con un colpo solo.

Inutile girarci intorno: morirete. Morirete parecchio. I pattern di attacco di ogni Drago (diverso per elemento) sono diversi e tutti pericolosi, dai colpi con gli arti al respiro di fuoco fino dall’evocazione di Daedra.

La lotta contro le imponenti creature alate è una delle cose migliori dell’espansione, vuoi per l’epicità dello scontro e il ricco loot, ma soprattutto per la necessità di affrontarli con molte persone, dando la sensazione di una vera forza di difesa della regione. Coordinarsi è impossibile, a meno di avere un gruppo già formato, ma è sufficiente fare il proprio dovere di classe: il tank lo attira (anche se con meno esclusività di un boss normale), il damage dealer lo picchia e l’healer tenta di soccorrere, dovendo però stare attento a non rimanerci secco, visto che l’avversario colpisce chiunque abbia a portata di tiro e non lesina gli oneshot.

Se devo trovare un difetto sta proprio nella conformazione della mappa. I Draghi non atterrano mai vicini ai wayshrine o in zone facilmente raggiungibili, quindi è meglio impararsi per bene le strade e il territorio, onde evitare di essere rallentati dai numerosi mob. Le battaglie iniziano sempre quando c’è abbastanza gente, quindi il mio suggerimento è di non farsi prendere dalla frenesia. Se poi arrivate a scontro già iniziato state tranquilli, perché non cadrà da lì a cinque minuti.

 

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Il falso dio

In Elsweyr naturalmente non mancano diverse attività PvE, sia legate all’esplorazione che all’endgame. La nuova regione presenta vari boss, sei delve (dungeon tranquillamente affrontabili in solitaria), due dungeon pubblici e soprattutto Sunspire, la già citata trial da 12 player.

Essa è ambientata all’interno del Temple of the First Cat, santuario dedicato ad Alkosh, il Dio Drago del Tempo venerato dai Khajiit. Qui il Drago Nahviintaas si è autoproclamato la reincarnazione di Alkosh e ha occupato il tempio insieme ad altri due simili. Proprio i tre potenti Draghi rappresentano i boss finali della trial.

Sunspire si rivela quindi un contenuto ben fatto e impegnativo, a patto però di affrontarlo in Hard Mode. In Normal manca l’epicità che ci si aspetterebbe da un combattimento contro tre Draghi, e in Veteran basta avere un party organizzato e dei buoni tank. Tutta un’altra storia invece l’Hard Mode, che riserverà grandi soddisfazioni ai giocatori più esperti.

Chi riesce a completare la trial otterrà speciali ricompense, tra cui titoli esclusivi, un nuovo item set (il False God’s Devotion) e una prestigiosa mount, Sunspire Champion Senche-Lion (quest’ultima solo per chi sbloccherà tutti i difficilissimi achievement di Sunspire).

 

The Elder Scrolls Online Sunspire ESO Sunspire trial

Rise, my minions!

Ed eccoci finalmente a parlare della nuova classe: il Negromante. Dopo averle provate tutte in diverse combinazioni, devo ammettere che questa è diventata subito una delle mie preferite. Non perché sia particolarmente potente, è “solo” uno spasso da giocare.

Avremo a disposizione tre rami di skill in cui crescere:

  • Grave Lord. L’autentico dominio sulla morte, che comprende evocazioni di teschi fiammeggianti, scheletri esplosivi e compagni maghi o arcieri (se si sceglie la via della stamina). La ultimate evoca un Colosso che colpisce per tre volte il nemico e le sue morph sono entrambi efficaci (anche se viene prediletta la Glacial Colossus per il danno maggiore). Passive fondamentali da massimizzare per ottenere più danno.

  • Bone Tyrant. Una sorta di ibrido che aiuta il negromante ad avere più sustain. La falce può essere morphata per curare ad ogni colpo, la Bone Armor protegge ed entrambi i morph forniscono bonus a seconda del vostro stile di gioco. Quella che ho trovato più utile al mio è stata Empowering Grasp, morph di Grave Grasp che potenzia il minion e gli alleati, oltre a debilitare l’avversario. L’ultimate è il famigerato Bone Goliath, che vi trasformerà in un gigante d’ossa aumentando salute e potenza per 20 secondi, oltre a rendervi davvero fighi.

  • Living Death. Le skill curative richiamano un mix tra quelle delle altre classi, permettendo al Negromante di trasformarsi in un guaritore, meno efficace del Templar ma utile all’occorrenza. La ultimate Reanimate, se morphata, permette di resuscitare più compagni ribaltando l’esito di uno scontro.

 

Tutte queste abilità risultano molto divertenti da usare, ma con una certa attenzione: le evocazioni (scheletri, spirit mender) e la trasformazione in Goliath sono considerati atti criminali in città. Esatto, le guardie vi multeranno, nel migliore dei casi. La magia oscura è infatti proibita a Tamriel. Questa scelta mi è particolarmente piaciuta, in quanto molto fedele al lore: i Negromanti sono mal visti ed evocare un mago scheletrico al mercato non vi farà aumentare la reputazione tra le signore.

Nei forum ufficiali qualcuno si è lamentato della cosa, perché nei primi momenti è piuttosto facile scordarsi delle conseguenze; io invece lodo la scelta, quindi se per caso una guardia vi aggredisce per essere andati a far compere in compagnia di un fantasma è solo colpa vostra. Prudenza, i villani carne da macello non devono conoscere la vostra superiorità di dominatore della morte.

Non una pecca, ma un mio desiderio: mi sarebbe piaciuto poter mantenere uno scheletro da compagnia, come l’orso per il Warden, invece di vedermelo sbriciolare dopo pochi secondi. Credo che la scelta sia stata presa proprio perché si sarebbe trattato di un crimine e quindi mantenerlo come ultimate avrebbe reso più facile dimenticarlo.

Il bello del Negromante, comunque, è la sua versatilità. L’ho usato come mago evocatore di supporto, damage dealer e pure tank. E funziona. Funziona dannatamente bene in ogni ruolo, pur non eccellendo in nessuno, quindi usatelo come vi pare e piace. Io ho scelto una razza Altmer per motivi ruolistici e si è comportata bene. Breton è ovviamente azzeccato per via dei bonus sulla Magicka, ma anche Dunmer e Khajiit si sono dimostrati efficaci. Il Negromante è insomma una classe ben studiata, realizzata per andare incontro a chiunque voglia divertirsi a prescindere dalla razza.

 

The Elder Scrolls Online Negromante ESO necromancer

3.5

Considerazioni finali

Elsweyr è un’espansione con tante promesse, in larga parte mantenute. La nuova ambientazione è uno spettacolo per gli occhi e le orecchie, fedele al lore (eccetto i Draghi, ma attendiamo chiarimenti) e rappresenta una scommessa per tutto il 2019, visto che sono attesi altri due DLC (Scalebreaker e Dragonhold) che si integreranno con questo.

Il Negromante è divertente, versatile e merita di essere provato. Fa difetto un nuovo tutorial davvero scarno e una main quest sbrigativa con pochi guizzi, compensata da avventure secondarie di tutto rispetto e dalle battaglie contro i Draghi.

Inferiore a Summerset sotto il profilo della trama e delle dimensioni, Elsweyr la supera però in dettaglio e carisma, posizionandosi nella mia personale classifica tra quest’ultima e Morrowind, espansione con molti difetti e che giocava un po’ troppo sull’effetto nostalgia. Qui è tutto nuovo, breve ma intenso.

Tra i difetti di Elsweyr devo sottolinearne la scarsa estensione: 40 euro di espansione per fruire di un territorio così piccolo sono un po’ tanti. Certo, c’è la classe nuova e i Draghi, ma faccio fatica a giustificare un costo del genere per un’offerta qualitativamente elevata, ma dallo scarso contenuto effettivo.

Pur tenendo conto di quanto detto, Elsweyr è comunque consigliata agli appassionati ma soprattutto ai neofiti, che possono avvicinarsi a questo valido MMO con qualcosa di ben realizzato: un’ottima occasione per entrare nel mondo di ESO.

 

La nostra scala di valutazione

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Un pensiero su “The Elder Scrolls Online: Elsweyr – Recensione

  1. Cristian Colombo

    io Gli dare un be 1 a tutto il gioco…solo per il game play che fa pena…il peggior sistema di combattimento mai visto in un mmo

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