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Anthem: un’inchiesta svela i problemi incontrati da BioWare durante lo sviluppo

Anthem: un’inchiesta svela i problemi incontrati da BioWare durante lo sviluppo

Nelle scorse ore Anthem è stato toccato da un’inchiesta pubblicata da Kotaku: il giornalista Jason Schreier ha infatti raccolto in un lungo articolo diversi dettagli riguardanti la creazione e lo sviluppo del titolo BioWare/EA.

Schreier ha intervistato in forma anonima 19 sviluppatori tra ex dipendenti e attuali membri della software house canadese. Dalle loro voci emerge una situazione molto difficile e dei risvolti abbastanza inquietanti.

Gli sviluppatori avrebbero incontrato grosse difficoltà nell’uso del Frostbite Engine, motore grafico che Electronic Arts ha imposto a tutti i suoi studi interni. Il Frostbite è stato infatti creato da DICE per Battlefield, una serie di sparatutto in prima persona, ma si è rivelato inadatto per creare un RPG open world, problema che si era palesato già nel 2017 con Mass Effect Andromeda.

Molti degli intervistati, inoltre, puntano il dito contro la mancanza di una visione creativa precisa all’interno del team, causata dall’assenza di leader forti a cui poter fare riferimento. Pare che nemmeno gli stessi programmatori avessero un’idea chiara di cosa sarebbe dovuto diventare Anthem.

Quel che è peggio, Anthem sarebbe stato resettato più volte e avrebbe anche cambiato genere durante lo sviluppo: inizialmente il gioco si chiamava Beyond ed era pensato come un survival in cui l’obiettivo del giocatore era sopravvivere il più a lungo possibile insieme ai propri amici su un ostile pianeta alieno. Secondo uno sviluppatore il titolo fu però cambiato appena una settimana prima della presentazione ufficiale all’E3 2017, a causa di problemi nell’assicurarsi i diritti di Beyond.

Anthem avrebbe poi assunto una dimensione precisa proprio dopo il reveal di giugno alla fiera losangelina, quando cambiò genere per diventare un looter shooter online. Sebbene il progetto sia tecnicamente in sviluppo dal 2012, esso sarebbe quindi entrato in pre-produzione solo nel 2017, appena un anno e mezzo prima del lancio ufficiale. 18 mesi di sviluppo effettivo invece di sette anni: questo spiega perché molte parti di Anthem appaiono soltanto abbozzate, realizzate in fretta e con tanti bug.

Come se non bastasse, si parla anche di una certa rivalità e risentimento tra le due divisioni di BioWare responsabili del gioco, Edmonton e Austin. “Anthem è il gioco che ottieni da uno studio che è in guerra con se stesso”, ha commentato un ex dipendente.

In aggiunta molti riportano problemi di crunch e crisi d’ansia nel team durante le fasi finali dello sviluppo. Tanti developer si sono trovati costretti a orari massacranti e carichi di lavoro eccessivi per riuscire a rispettare le scadenze, cosa che ha portato decine di programmatori a prendersi un periodo di ferie o persino abbandonare definitivamente lo studio.

Un altro ex dipendente ha dichiarato via email:

“Non riesco neanche a contare la quantità di ‘perdite da stress’ che abbiamo avuto su Mass Effect: Andromeda o Anthem. In BioWare il termine ‘perdita da stress’ significa che qualcuno ha avuto un tale collasso mentale che è andato via da uno a tre mesi. Alcuni tornano, altri no.”

Il quadro che emerge chiaramente è dunque quello di un’azienda in crisi, senza una leadership forte nè una visione precisa e con un clima di lavoro tutt’altro che sereno.

Kotaku ha riassunto l’articolo in un video, che vi proponiamo subito di seguito. Nel frattempo non si è fatta attendere la risposta ufficiale di BioWare, che sembra non aver preso bene l’inchiesta di Kotaku.

 

 

Con un post pubblicato sul proprio blog lo studio canadese si è difeso dalle accuse con forza, anche se in modo piuttosto vago, dichiarando di voler migliorare la struttura organizzativa dell’azienda e non solo.

“La salute e il benessere dei membri del nostro team è qualcosa che prendiamo molto sul serio. Negli ultimi due anni abbiamo costruito un nuovo team dirigente, a partire da Casey Hudson come General Manager nel 2017, che ci ha aiutato a fare grandi passi per migliorare la cultura dello studio e la nostra attenzione creativa.

Ascoltiamo le critiche sollevate dal pubblico nel pezzo di oggi, e le osserviamo insieme ai feedback che riceviamo nei nostri sondaggi interni. Ci concentriamo molto su una migliore pianificazione al fine di evitare i periodi di crunch, e questo non era un argomento rilevante nei nostri post mortem interni.

Creare giochi, in particolare nuove proprietà intellettuali, sarà sempre una delle sfide più complesse nel campo dell’intrattenimento. Facciamo tutto il possibile per renderla sana e priva di stress, ma sappiamo anche che c’è sempre spazio per migliorare. […]

Il processo creativo è spesso difficile, le difficoltà e le sfide della creazione videoludica sono molto reali, ma la ricompensa nel mettere qualcosa che abbiamo creato nelle mani dei giocatori è fantastica. La gente in questa industria mette così tanta passione ed energia nella costruzione di qualcosa di divertente. Non vediamo che valore ci sia nell’affossarsi a vicenda, o nell’affossare il nostro lavoro. Non crediamo che gli articoli che fanno questo rendano migliore la nostra industria.”

BioWare risponde insomma andando al’attacco, criticando l’inchiesta di Schreier e accusandolo di peggiorare lo stato dell’industria. La risposta della software house appare tuttavia discutibile: la stampa ha il diritto (e il dovere) di mettere in luce le criticità che emergono nella creazione di un prodotto tripla A. Non è certo attaccando i giornalisti che si risolvono i problemi, soprattutto se si considera che anche la community di giocatori sembra critica nei confronti di Anthem e del supporto finora fornito da BioWare.

Che ne pensate?

 

Fonte 1, Fonte 2

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3 pensieri su “Anthem: un’inchiesta svela i problemi incontrati da BioWare durante lo sviluppo

  1. Spidersuit90

    Mamma. Mia.
    Che orrore. Ma come si fa a lavorare così? E pretendere che la gente poi compri il gioco? Che schifo.
    Se EA la piantasse di obbligare i dev ad usare il Frostbite, che come sospettavo e ripetevo da tempo, è un mattone zavorrante, per nulla adatto a fare altro che non quello per cui è nato, allora forse avremmo meno giochi con problemi tecnici vari.
    Il Frostbite ha di buono solo grafica e sonoro. Punto.
    In altri lidi invece abbiamo motori con fisica strabiliante, IA e ragdoll come si deve e motori chimici mica da ridere… ma ehi! Siamo nell’era dell’apparenza e il Frostbite è il top! Avanti così!

    E ora, sotto con Dragon Age 4, che leggo utilizzerà molto di Anthem.
    Ci sarà da piangere, ricordatevi le mie parole…

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