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Heroes of the Storm: professionisti in rivolta dopo la chiusura dell’esport

Heroes of the Storm: professionisti in rivolta dopo la chiusura dell’esport

Con il recente annuncio del ridimensionamento dello sviluppo di Heroes of the Storm è arrivata anche la conferma della chiusura del settore esport dello stesso gioco: sono stati infatti cancellati tutti i tornei in programma, come l’Heroes Global Championship e l’Heroes of the Dorm.

Malgrado la scena competitiva del MOBA Blizzard non abbia mai raggiunto i livelli di Dota 2 o League of Legends, si parla comunque di oltre 200 giocatori professionisti la cui carriera è stata stroncata sul nascere. Resteranno a casa anche quanti avevano un impiego di contorno al torneo, dai tecnici ai commentatori fino agli organizzatori.

Costoro, insieme ai giocatori professionisti, hanno fatto sentire la loro voce su Kotaku, che ha raccolto le loro esternazioni direttamente e attraverso i messaggi lasciati sui loro social. Si va da un moderato “Unacceptable” ai “Fuck you, honestly”.

La community, com’è ovvio, non ha reagito nel migliore dei modi, complice anche la scelta scellerata di Blizzard di annunciare il taglio dello sviluppo di Heroes of the Storm attraverso un comunicato sui social network. Darrie, il general manager dei Method, ha sottolineato la scarsa modalità comunicativa di Blizzard dicendosi “preoccupato del modo in cui è stato dato l’annuncio”, considerando soprattutto come una semplice frase gettata lì abbia dato origine a conseguenze così grandi sulla vita di alcune persone.

Viene da chiedersi se è legittimo che una software house possa vanificare il lavoro di centinaia di professionisti con un tweet. Voi che ne pensate?

 

Fonte

 

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4 pensieri su “Heroes of the Storm: professionisti in rivolta dopo la chiusura dell’esport

  1. MFM

    Non ho nessun tipo di simpatia per i “pro gamers” e per “e-sport”: sono una grande puttanata applicata brutalmente ad un hobby solo per scopi pubblicitari e che per essere funzionante degrada il gioco (ad esempio creando sistemi di classifiche da no-lifer, contenuti dietro ad achievement irrealizzabili e così via).
    Se vogliamo parlare dei giocatori di HOTS e di Blizzard, ok parliamone, ma streamers/influencers/pro-players possono andare in quel posto.

  2. Lorenzo Pontoriero

    quakche settimana fa ho provato a loggare su hots per provare Orfea, per fare una partita draft o ranked dovevo aspettare circa 6 min mentre 2-3 min per le lbind. secondo me è comprensibile il voler alloccare le risorse su progetti più attivi. Immagino questo dipenda molto da Activision che punta ad avere un parco titoli Blizzard più ampio con l’uscita di nuove ip

    1. Mortivore

      Penso che blizard centri ben poco, Activision sta rimpiazzando tutte le figure importanti all’interno di Blizzard con membri del suo staf, come riporta nell’articolo pure Kotaku.
      I vecchi blizzard ormai non esistono più e non penso ci sia qualcuno li dentro con le palle da prendere in mano la situazione e “ritornare alla grinta” che avevano all’epoca di wow.
      All’epoca c’era meno competizione e i giochi si facevano come fossero film o pezzi d’arte, ultimamente si fanno solo per i soldi e pure gli update e le patch son finalizzate solo a quello.

      Credi sul serio che abbiano chiuso un gioco come Hots perché portava l’azienda in perdita? Lo stanno congelando perché vogliono tutti fare “il fortnite” della situazione e battere il jackpot, il resto è fuffa per Activision

  3. mykysamurai77

    Certo che ultimamente stanno facendo incazzare un sacco di gente.
    Personalmente non mi importa, anzi meglio se chiudono qualche gioco di nicchia e si concentrano su roba + sostanziosa… inoltre non sarebbe male se si svegliassero un po’ dal torpore e tornassero ad avere un po’ + di inventiva invece che andare avanti con l’ennesima espansione di wow… e diablo 4 5 6…

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