PLINIOUS EX MACHINA: MORROWIND NEL CUORE

PLINIOUS EX MACHINA: MORROWIND NEL CUORE

Avete tutti letto l’annuncio e visto il trailer: Morrowind è la prossima grande novità per The Elder Scrolls Online. In arrivo a giugno per tutte le attuali piattaforme, Morrowind promette di cambiare tantissimo del MMORPG di ZeniMax. Oggi voglio fare il punto della situazione su ciò che mi mette più hype, ciò che mi lascia qualche perplessità e quali speranze nutro per l’occasione.

Di base ovviamente non posso non essere soddisfatto: ho sperato a lungo che i rumor su Vvardenfell fossero veri. Ora che sono ufficiali a tutti gli effetti, bisogna dare credito a Bethesda e compagnia che l’annuncio dell’espansione è stato una bomba, come dovrebbero essercene più spesso nell’industria MMO.

È vero, ZeniMax preferisce chiamarlo “Capitolo”, ma i dubbi semantici non cambiano la sostanza delle cose: Morrowind è una vera e propria espansione come in molti speravano. Finalmente. Sì perchè, diciamolo, tutti quei DLC avevano un po’ rotto. Per carità, avevano un senso ed erano utili anche per apportare fix e miglioramenti al gioco base, ma i risultati erano troppo altalenanti: Imperial City problematica, Orsinium ok, Thieves Guild deludente, Dark Brotherhood un gioiellino, Shadows of the Hist innecessario. In generale, tendevano ad arrivare troppo spesso e con troppa poca roba: una nuova regione piuttosto piccola, una storyline che si concludeva in alcune ore e la solita pletora di contenuti ripetibili per una quindicina d’euro. Il che, intendiamoci, va anche bene per un DLC, ma era evidente che servisse qualcosa in più. Qualcosa che potesse scuotere le fondamenta del gioco e riscaldare i cuori di giocatori vecchi e nuovi.

E cosa più di Morrowind poteva infuocare gli animi dei fan della saga? Insomma, non si può non essere soddisfatti dell’annuncio, pur di fronte a quella che è un’evidente, quasi spudorata operazione nolstagia. E la nostalgia, si sa, è una gran canaglia…

 

 

Fear not, for I am watchful… You have been chosen

Non si può non partire parlando proprio di Vvardenfell, l’isola vulcanica in cui era ambientato The Elder Scrolls III: Morrowind e sarà ambientata l’omonima espansione. Gli sviluppatori hanno parlato di una zona enorme: non sappiamo se la nuova regione esplorabile sarà divisa in più mappe ma di certo sarà molto più grande di Wrothgar, di Hew’s Bane e della Golden Coast. Torneranno punti di riferimento storici come Balmora e la città di Vivec, anche se diversi a causa della timeline di TESO, che si colloca 700 anni prima degli eventi narrati in Morrowind, mentre Clockwork City (che sappiamo essere in sviluppo) sarà probabilmente oggetto di un futuro DLC, forse proprio uno di quelli in uscita nella seconda parte del 2017. Sarà inoltre possibile acquistare delle dimore a Vvanderfell grazie all’implementazione dell’housing (a proposito, pochi giorni all’uscita di Homestead… chi non vede l’ora di farsi una bella casetta a Tamriel?).

La storia del nuovo Capitolo, il primo ambientato dopo la sconfitta di Molag Bal, ci chiederà di salvare Morrowind dall’ennesima minaccia Daedrica e ci vedrà aiutare il semidio Vivec a riguadagnare i suoi poteri perduti, nel frattempo collaborando con la gilda di assassini del Morag Tong (i precursori della Dark Brotherhood).

 

Morrowind

 

Positivo il fatto che l’espansione si potrà giocare anche senza aver affrontato i contenuti del titolo base: è la dimostrazione che gli sviluppatori stanno davvero seguendo la filosofia di One Tamriel, basata sul content scaling e non sulla progressione verticale. Un disegno coraggioso, sebbene non apprezzato da tutti i giocatori in quanto più “casual”, ma perseguito da pochi MMO con la stessa convinzione e completezza. D’altronde, come dico spesso, The Elder Scrolls Online è più un CMORPG (Cooperatively multiplayer online role-playing game) che un MMORPG, per cui tanto vale liberarsi di tutte quelle strutture che limitano la possibilità di fruire del gioco con i propri amici, dovendosi preoccupare se uno è di livello più basso degli altri (e per fortuna anche i terribili Veteran Rank sono stati silurati dal gioco).

C’è poi la questione del Warden (Custode): un misto tra un ranger e un druido, il Warden domina la magia della natura e come ultimate può evocare un orso che combatta al suo fianco. Qui ZeniMax mi ha stupito, devo ammetterlo: non mi aspettavo l’arrivo di una nuova classe. Voglio dire, un conto è se in un MMO come EverQuest II, che ha già una ventina di classi, ne viene aggiunta un’altra al roster: la cosa è fattibile senza sconvolgere l’equilibrio generale. Ma The Elder Scrolls Online presenta quattro classi, più simili a degli archetipi di partenza da cui sviluppare la propria build. Tutte le meccaniche e le sinergie del gioco si basano su questo particolare sistema: in quest’ottica, introdurre una classe inedita senza far crollare il delicato equilibrio generale è un’impresa. Inoltre il Warden è una classe disegnata per tutti e tre i ruoli, dal damage dealer al tank fino all’healer puro, tant’è che qualcuno già la definisce OP. Non so se sarà OP o meno, ma una cosa è certa: il Warden rimetterà tutto in discussione e porterà grandi cambiamenti al meta. Gli sviluppatori hanno avuto fegato ad aggiungerlo al mazzo. O, forse, si sono semplicemente accorti che già al momento il bilanciamento è tutt’altro che perfetto e, sbilanciato per sbilanciato, tanto vale cambiare.

 

morrowind

 

Concludono le novità un level cap aumentato, una nuova Trial e una nuova modalità PvP 4v4v4 chiamata Battleground, tutte cose che faranno la gioia dei player all’endgame. In particolare una modalità ad arene è stata chiesta per tanto tempo dalla community e finalmente arriverà con l’espansione, anche se la presenza di tre team contrapposti renderà l’esperienza atipica. I Battleground comunque saranno di tre tipi, di cui due sappiamo per certo essere team deathmatch e capture the flag.

 

Morrowind needs you all

Morrowind costerà una quarantina di euro per chi già possiede il gioco base: un prezzo giustificato dall’enorme offerta contenutistica, paragonabile all’espansione di World of Warcraft Legion (che costava anche 5 euro in più). Tutto questo, ovviamente, nel caso in cui non decidiate di fare la follia e preordinare la Collector’s Edition fisica per avere la cazzuta statuetta del costrutto dwemer.

Insomma, il prezzo base ci sta, contando che preordinando si riceve anche il Discovery pack che include mappe del tesoro, pergamene per l’exp e altri bonus. Quel che invece manca è un’offerta che permetta ai giocatori di ottenere i DLC più l’espansione senza dover accendere un mutuo. Che Bethesda abbia intenzione di pubblicare a fine anno un’edizione ultimate che comprenda One Tamriel più l’espansione e tutti i DLC finora usciti? Vedremo. Tuttavia mi auguro che lo studio non esageri con la segmentazione di contenuti da acquistare separatamente, perchè dividere l’utenza giocante in più fasce sarebbe un grave errore.

 

morrowind

 

Infine, concludo con una speranza. Spero che ZeniMax sfrutti la nuova regione per creare un’ambientazione ricca e di vasto respiro, che incentivi l’esplorazione e anche solo il girovagare per il fascino di scoprire nuovi luoghi e segreti. Per me il problema principale del PvE di TESO, infatti, rimane l’eccessiva densità del mondo di gioco, che ogni dieci passi ti propone tre quest, due villaggi da salvare e sette NPC da aiutare. Facendosi un giro per le zone del gioco base, capita fin troppo spesso di sentirsi “oppressi” dalla quantità di cose da fare. Ecco, questo è ciò che vorrei si evitasse con questa espansione: rendere Vvardenfell una regione vasta e anonima, riempita di missioni secondarie fino a scoppiare, sarebbe uno spreco delittuoso. Per gli sviluppatori basta guardare in casa: l’aspro open world del capitolo originale restituiva tutta la magia di un ambiente alieno e orgoglioso in cui smarrirsi dolcemente.

Una cosa però è certa: lo spirito con cui nel 2002 si scoprivano le terre di Morrowind difficilmente sarà replicabile, anche per ZeniMax.

 

 

 

 

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