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BRAD MCQUAID PARLA DI PANTHEON: RISE OF THE FALLEN – SPECIALE

BRAD MCQUAID PARLA DI PANTHEON: RISE OF THE FALLEN – SPECIALE

Durante il PAX East il celebre Brad McQuaid, creatore di EverQuest e Vanguard: Saga of Heroes, è tornato ancora una volta a parlare del suo nuovo MMORPG in sviluppo, Pantheon: Rise of the Fallen.

McQuaid, in occasione di una chiaccherata a quattrocchi con un inviato di Massively Overpowered, ha dichiarato che la causa principale del fallimento del gioco su Kickstarter sarebbe stata la sua eccessiva ambizione.

La versione base di Pantheon era dotata di tester interni, cinque classi giocabili, dieci livelli e abbastanza spazio per funzionare senza troppi problemi, ma la cosa più importante era che fosse divertente da giocare. Questo presupposto ha spronato McQuaid e la sua software house Visionary Realms a non demordere e procedere verso i successivi obiettivi, con l’intento di evolvere il gioco verso la modernità, mantenendo allo stesso tempo le sue basi “classiche”.

Principalmente il team di sviluppo è interessato a creare un MMO PvE dove i giocatori possano approcciarsi ad ambienti ostili, come regioni immerse nella più totale oscurità, luoghi in grado di risucchiare le riserve di mana o dove è impossibile utilizzare qualsiasi tipo di magia.

Lo sviluppo di un’IA avanzata è un altro dei punti focali che McQuaid ha dichiarato di voler raggiungere; Visionary Realms è interessata a sviluppare qualcosa di più elaborato di un mob in grado di picchiare più forte o resistere a più colpi. L’idea è quella di creare antagonisti e NPC in grado di reagire alle difficoltà e utilizzare differenti tattiche in base a che tipo di avversario stiano affrontando (distinguendo quindi personaggi caster da melee). Inoltre, la difficoltà del gioco dovrebbe essere in grado di attirare e tenere impegnati non solo i veterani, ma anche i nuovi arrivati.

 

Pantheon

 

In aggiunta a tutto questo, che già sembra qualcosa di non semplice da raggiungere, il designer ha dichiarato di voler arrivare preparato alla fase di testing che si terrà entro fine anno, aggiungendo molti altri contenuti al gioco. Dimostrando piena coscienza dei fatti, McQuaid ha anche affermato di essere consapevole del fatto che i giocatori sono molto scettici in questo momento e che le parole non bastano per convincerli a credere in Pantheon: ora vi è la necessità di concretizzare e aumentare tutti gli sforzi della società.

Importantissimo è anche lo sviluppo di un sistema efficace che permetta ai giocatori di trovare amici e formare un gruppo. L’idea di base, in questo caso, è quella di fornire un matchmaking system che includa anche informazioni personali come interessi, stile di gioco preferito, preferenze di orario e altro; tutto questo per consentire di incontrare altri giocatori simili e con i quali possa essere più facile fare amicizia e continuare a giocare assieme.

Gran parte del gioco è strutturato per party di grandezza “standard”, ovvero formati da 6-8 persone. Una volta che i test saranno cominciati, sarà possibile decidere la grandezza del proprio gruppo.

Interessante è anche il concetto che McQuaid ha presentato per i cosiddetti “designed downtime”, cioè tutti quei momenti di inattività progettati dagli sviluppatori (ad esempio il tempo di attesa per reccare mana e vita). La volontà del team è quella di concedere ai giocatori la possibilità di socializzare e parlare con gli altri utenti anche durante questi tempi morti, permettendo così al gruppo di affiatarsi e uscire dal concetto di grinding sfrenato.

Parlando in senso lato, McQuaid vuole riuscire a ricreare lo spirito dei giochi “old-school”, come EverQuest e Vanguard, all’interno di un MMORPG più moderno.

 

Pantheon

 

Essendo fondamentale l’importanza del gruppo, lo sviluppatore ha poi speso qualche parola per illustrare il concetto di classi, ruoli e struttura del party. Anziché puntare alla classica “trinità” (damage dealer, tank e healer), McQuaid è intenzionato a presentare un quartetto di ruoli, aggiungendo ai consoni tre anche quello del “control”. La presenza di classi ibride aiuterà a formare gruppi misti in grado di svolgere più funzioni, andando così a smontare il concetto di classe pura (che sarà comunque presente e indicata per chi vorrà specializzarsi), spostando l’importanza sull’equilibrio. Di importanza fondamentale saranno anche i ruoli: in questo caso sarà importante un saggio bilanciamento, ma i nemici potranno essere affrontati con più tattiche, dando così possibilità a ogni gruppo di trovare la sua strada per la vittoria.

È chiaro che Pantheon vuole riuscire a presentare al pubblico un prodotto classico ma allo stesso tempo portatore di novità e libertà: degli obiettivi molto grandi per un progetto che può essere considerato un indie, di cui soltanto una lunga fase di testing potrà verificarne l’effettiva buona riuscita. La carne al fuoco è davvero tantissima, speriamo non sia troppa.

La domanda è una: avete fiducia in Brad McQuaid?

 

Fonte: Massively OP

 

 

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